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| 16 settembre 2016, 15:31

Ventimiglia, intervento del segretario nazionale ANFP sulle condizioni del Commissariato dopo l'emergenza migranti: “I Questori non possono intervenire concretamente”

“Un’emergenza che oramai da molti mesi grava su quei territori e che finisce, fatalmente, per ricadere sulle spalle degli Uffici di Polizia”

Ventimiglia, intervento del segretario nazionale ANFP sulle condizioni del Commissariato dopo l'emergenza migranti: “I Questori non possono intervenire concretamente”

Intervento del segretario nazionale ANFP Lorena La Spina dopo le notizie sulle condizioni di difficoltà nelle quali versa il Commissariato di Ventimiglia a seguito dell'emergenza migranti.

Dichiara La Spina: “Le notizie diffuse dalla stampa in merito alle condizioni del Commissariato di Polizia di Ventimiglia e l’inevitabile polemica che ne è scaturita, suscitano una prima, doverosa riflessione sulle enormi difficoltà che derivano dalla gestione di un’emergenza che oramai da molti mesi grava su quei territori e che finisce, fatalmente, per ricadere sulle spalle degli Uffici di Polizia, a cui vengono addossati oneri che oggettivamente anche altre istituzioni dovrebbero concorrere a ridurre. Ma la situazione descritta da quelle immagini ci induce anche a sottolineare uno dei principali problemi con cui le nostre strutture sul territorio ogni giorno si confrontano: l’attuale sistema che disciplina la programmazione triennale delle spese ed il conseguente stanziamento dei fondi attraverso il cosiddetto manutentore unico, è problematico e farraginoso. 

“E quindi - prosegue il segretario - se da un lato resta attuale il tema dei fondi necessari ad assicurare la manutenzione ed il buon funzionamento di uffici, apparati e mezzi, dall’altro si pone comunque il problema della gestione di quelle risorse. Infatti, i Questori, pur essendo dirigenti pubblici di livello apicale, chiamati a fronteggiare situazioni complesse ed articolate, non godono della possibilità di intervenire concretamente, a fronte delle necessità relative alle singole realtà operative, in costante mutamento ed alle oggettive condizioni delle strutture, spesso obsolete ed inadeguate. Si tratta di esigenze che richiedono in molti casi azioni immediate, che mal si conciliano con una burocrazia incoerente e che sembra non tenere affatto conto di queste difficili condizioni e del peculiare e differenziato approccio che il settore della sicurezza avrebbe certamente imposto”.

Redazione

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