Al Direttore - 15 settembre 2016, 12:50

Sanremo: discussione su traffico e rumore, l'opinione del lettore Giorgio Mantovani

"Se la rumorosità di certe 'marmitte' é un vero supplizio l'indisciplina sistematica dei conducenti delle due ruote è forse ancora peggiore"

"Buongiorno,

Non posso che condividere l'intervento del lettore Fulvio Bianchi in merito alla crescente disattenzione della Forza Pubblica sui comportamenti e sugli atteggiamenti che gli utenti della strada, in sella ad un motociclo, sono ormai abituati a svolgere impunemente in dispetto dei loro concittadini.

E se la rumorosità di certe 'marmitte' é un vero supplizio (io stesso, quasi ogni sera, intorno alle venti, nel tratto di c.so Inglesi più prossimo a piazza San Bernardo devo subire il rombo di una moto di grossa cilindrata che si fa beffe delle recenti installazioni di dossi dissuasori...), l'indisciplina sistematica dei conducenti delle due ruote è forse ancora peggiore. Sia per le conseguenze che può causare agli altri utenti della strada sia per la qualità ambientale che determina.

Infatti non solo non mi pare vengano più attuati controlli né sulla rumorosità delle emissioni né e tantomeno sulla loro tolleranza agli altrui polmoni: filtri, messa a punto delle carburazioni, carburanti arricchiti od impropri e conseguenti loro scarichi maleodoranti inquinano ogni giorno le strade di una cittadina che dei 'mandarini' e dei loro profumo non serba nemmeno più il ricordo. Inoltre circolare in auto con moto e motorini che sfrecciano da ogni lato é come sentirsi costretti in una morsa imprevedibile ove qualunque azione o cambio di direzione che non sia largamente visibile e sicura diventa sconsigliabile: la precedenza, anche quando non la avrebbero, se la prendono di forza con la... velocità. Uno dei miti di questa epoca malata figlio dell'ansia di prevaricazione che sembra animare i molti. Il numero degli incidenti poi, quanto a quelli, ritengo sia inversamente proporzionale alle contravvenzioni elevate ai conducenti dei motoveicoli: la mancanza di azione preventiva e, ove necessaria, repressiva ne agevola, se non incentiva, l'aumento in rapida progressione come segnala giustamente il lettore citato.

Ricordo come fosse ieri quando un attempato vigile urbano in moto mi indicò di accostare per infliggermi rampogna e... multa: avevo superato, sulla destra, un autoveicolo più lento. Egli mi disse: la multa è per farti ricordare (ero un ragazzo) che la manovra che hai eseguito può mettere in pericolo più te stesso che l'auto che hai superato. Il conducente può svoltare improvvisamente, oppure spaventarsi dell'inatteso arrivo sul lato e scaraventarti a terra!

Me ne sono sempre ricordato, finché ho cavalcato una moto e gli sono tuttora riconoscente...

Cordialmente, Giorgio Mantovani".

Redazione