Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 24 agosto 2016, 17:00

Il pedone nel Tar West

Via Cascione pedonale SI o NO, la saga continua...

Per camminare dove dobbiamo camminare, per dove dobbiamo camminare? (Totò, Peppino e la... Malafemmina)

Dopo l’ennesima richiesta di sospendere i lavori in via Cascione, da parte dei commercianti contrari alla pedonalizzazione, appena respinta dal Tar, il pedone è sempre più disorientato. Non capisce una serie di cose. Non comprende, ad esempio, perché la notte bianca è stata una notte stanca per alcuni.

Situazione grottesca che rasenta l’autolesionismo: con migliaia di persone in giro, c’erano parecchie serrande abbassate. Perché allora diversi negozianti continuano a lamentarsi per i guadagni in calo, che sarebbero imputabili alla presenza del cantiere e al mancato passaggio delle automobili? Via Cascione è diventata l’emblema della città in cui nessuno ha voglia di smuovere una pietra, perché tutto deve rimanere esattamente com’è. Così a molti sfuggono le buone opportunità che potrebbero manifestarsi.

Non mi risulta che a Diano Marina, tanto per citare un esempio molto vicino a Imperia e senza tirare in ballo via Matteotti a Sanremo, si sia creato un fronte del NO tanto caparbio e agguerrito contro l’estensione dell’area pedonale, da poco ultimata. Notare che ho scritto “estensione”: nella città degli aranci, infatti, una buona parte del centro era già stata chiusa al traffico, con ottimi risultati.

I critici osservano che un’isola pedonale ha senso unicamente se offre un valido motivo per passeggiare: negozi di un certo livello, caffetterie e via dicendo. Ebbene, credo che la futura via Cascione potrà ripartire proprio da questo, dai negozi (pochi ma magari potrebbero abbellirsi) e dai numerosi bar. Dalla - si spera - riapertura del Teatro Cavour, dal mercato coperto e dalla vita di quartiere, dai nuovi dehor con cui animare la strada e offrire una ristorazione più articolata, pensiamo anche solo agli aperitivi/spuntini prima e dopo uno spettacolo al cinema o al teatro.

Via Cascione, con le vie limitrofe, potrà ripartire organizzando eventi e rassegne, non solo la fiera del libro o la notte bianca, che peraltro hanno già dimostrato che basta un minimo d’iniziativa per attirare un buon numero di persone. Il passeggio, se non c’è o langue, si può creare, a patto ovviamente di restare uniti e darsi da fare. Certo, restano delle incognite, dei nervi scoperti, come il destino dell’ex banca d’Italia e dell’ex consorzio agrario. Tuttavia, non credo siano tali da compromettere il progetto dell’isola pedonale.

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Luca Re