Eventi - 04 agosto 2016, 21:50

Monesi: domenica prossima l'annuale raduno sul monte Saccarello con la celebrazione della Messa

Al termine gli organizzatori offriranno un aperitivo ai presenti, dopo di che la maggior parte dei partecipanti si riverserà lungo i pascoli a consumare un pasto ben presto rallegrato da canti più o meno melodiosi.

Appuntamento importante, domenica prossima, per tutti gli amanti della montagna: davanti al gigantesco monumento dedicato al Redentore, posto sul monte Saccarello, si terrà l’annuale raduno. Ad organizzare l’evento sarà l’Associazione Festa del Redentore che da vari anni ha raccolto il testimone dello storico Comitato Pro Saccarello. Il programma prevede la celebrazione, alle 11, di una Santa Messa da parte del Vescovo diocesano mons. Antonio Suetta.

Al termine gli organizzatori offriranno un aperitivo ai presenti, dopo di che la maggior parte dei partecipanti si riverserà lungo i pascoli a consumare un pasto ben presto rallegrato da canti più o meno melodiosi. Qualcuno si recherà nella vicina cappella-rifugio, costruita negli anni 1926 e 1927, grazie soprattutto ai mulattieri trioresi che trasportarono gratuitamente il materiale ed ai militari che, già sul posto per lavori stradali, eseguirono la fondazione dei muri. Questa “chiesetta”, più volte deturpata e successivamente restaurata, è oggi mantenuta linda e pulita, grazie anche al signor Porro Remo, nel ricordo della prematura scomparsa della moglie Franca.

Sembra invece una leggenda, un racconto fantastico l’erezione del monumento al Redentore, innalzato nell’anno 1901, e divenuto simbolo e protezione delle Alpi Marittime. Al santu der Sciacaè si sono sempre rivolti gli abitanti delle valli sottostanti: pastori, montanari, soldati, cittadini comuni, chiedendo al Signore qualche grazia. Nelle vicine grotte scavate nella roccia trovarono riparo dagli orrori della guerra valligiani di ogni età e condizione. Da lassù, dalla cosiddetta “roccia rossa” alcuni verdeggiaschi assistettero impotenti ai paurosi incendi che avvolsero Triora e Molini di Triora.

Il monumento fu danneggiato molte volte, ma sempre restaurato. Memorabile fu quanto avvenne il 12 e 13 luglio 1980, quando un nutrito gruppo di persone, provenienti da molti paesi e villaggi, dette prova di abnegazione, coraggio ed entusiasmo, effettuando numerosi lavori e restituendo al Santo parte di una mano tranciata da un fulmine. Indimenticabile fu l’opera di don Angelo Nanni, parroco di Dolceacqua, che nonostante fosse privo di un arto, si portò sul ponteggio per saldare la mano e per tamponare un largo buco nel mantello del Redentore. Chi assisteva al termine dei lavori non poté trattenere un grande sospiro di sollievo, tributando al sacerdote ed alle altre persone che gli erano accanto un lungo, caloroso applauso.

Altri lavori vennero eseguiti nel corso degli anni, sulla spinta di una profonda devozione; altri si spera di eseguirli a breve: fra questi soprattutto il consolidamento del piedestallo, che presenta preoccupanti segni di cedimento. Il triorese Giancarlo Lanteri, attuale presidente dell’Associazione Festa del Redentore, si sta occupando della questione e confida di poter riuscire nell’impresa, con l’aiuto di tutti, non solo dei conterranei ma anche di tutti coloro che si recano in quell’incantevole zona per goderne l’aria pura ed abbandonarsi ai sentimenti più genuini, lontani dalla frenesia della vita moderna.