Ha un nome altisonante ma anche dal sapore internazionale quello con cui due ragazzi hanno battezzato l’impresa che si preparano a compiere: ‘Epic Travel Ciao Edition’. Un itinerario di 1350 km partendo da Ingria (TO), un piccolo paese che ha concesso il patrocinio a questo viaggio, fino a raggiungere la capitale britannica attraverso tutta la Francia a bordo di due mitici Piaggio Ciao degli anni 70/80, per la precisione un Ciao PV del 1980 e un Ciao Arcobaleno del 1974.
Uno dei due coraggiosi che si prepara a cimentarsi in questa odissea è il ventimigliese Giorgio Gagliardi classe 1984 ottimista, super energico, che lavora come manutentore presso un Hotel di Monte Carlo. Giorgio, detto Sgrips, per raggiungere il ‘socio’ entro il 16 luglio data in cui è fissata la partenza da Ingria è dovuto saltare in sella questa mattina direzione Savona e poi su verso Torino, Parigi e infine Londra.
Una sorta di ‘protesta’ anche nei confronti della frenesia dell’epoca attuale a bordo di mezzi concepiti per andare a prendere il pane, creando nel frattempo un video reportage interessante e divertente che riesca a coinvolgere il più possibile indossando anche abbigliamenti ridicoli come pigiami degli anni ’80.
“Attraverseremo tutta la Francia percorrendo strade secondarie – hanno voluto rivelare parte dell’itinerario Andrea e Giorgio - saliremo fino allo spettacolare lago del Moncenisio, per poi scendere fino alla splendida Modane, visiteremo luoghi molto particolari come il castello di Rochetaillè Sur Saone che accoglie un' esposizione di auto, moto e biciclette d'epoca, il cafè de la gare, l'Hotel Dieu (ospedale di inizio secolo) di Beaune, proseguiremo poi sulla splendida strada della Borgogna, incrociando l'Abbazia di Fontenay e una fitta foresta molto suggestiva, poi la romantica Parigi, ci regaleremo anche un po' di mare deviando su un tratto costiero fino all'imbarco per Dover con le sue bianche scogliere, poi Canterbury e, se Dio vuole, Londra il 27/07/2016, ma non vi sveliamo altro”.
“A spaventarmi non è tanto il post Brexit – ha aggiunto prima di accendere il motore Giorgio oggi – anzi su quello siamo tranquilli perché ci siamo informati e almeno per i prossimi due anni non cambierà molto. Ciò che mi terrorizza è il difficile destino che attende il povero piccolo pistone che deve reggere almeno 200 chili per 1500 chilometri circa. Tra l’altro all’ultimo abbiamo anche rinunciato all’auto di supporto quindi saremo completamente abbandonati al nostro destino”.
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