Il Football Camp Paolo Tramezzani è iniziato lunedì a San Bartolomeo al Mare e l’ex giocatore di Inter e Piacenza ha voluto rilasciare un’intervista esclusiva ai nostri microfoni.
Paolo Tramezzani, che iniziativa è questo Football Camp? “Questa è un’iniziativa che va avanti da parecchi anni e con Umberto Decesari ci conosciamo dall’estate 2011 dove abbiamo iniziato a fare questa attività per i bambini in Valle d’Aosta, e poi la nostra amicizia ci ha consentito di continuare a collaborare presso questa società ripetendo ogni anno il Camp con i bambini nel periodo estivo. Un grande successo soprattutto per quanto riguarda l’atmosfera che si respira e l’iniziativa è bella perché è incentrata assolutamente sui bambini, sul fatto che loro possono stare insieme e giocare a pallone e divertirsi: questa è la gioia più grande per me potermi dedicare a loro in una settimana, durante gli allenamenti del mattino e del pomeriggio”.
Che cosa consiglia Paolo Tramezzani a questi futuri campioni? “Il consiglio che faccio da papà è quello di divertirsi, cercare di mantenere un profilo basso, di vederlo come uno sport e quindi con tutte le cose che ne conseguono devono partire dal rispetto delle regole, dalla disciplina, dal rispetto del compagno, dalle figure degli adulti e dal’allenatore. Io credo che il calcio sia bello se vissuto sempre con queste qualità e con questi sentimenti, cercando di evitare di considerare i bambini come dei futuri campioni. Questo non è facile e non lo è stato mai facile per nessuno potere emergere , ma chi ha più volontà e chi più umiltà e voglia di migliorare sicuramente ha delle possibilità maggiori”.
Euro 2016: dopo la storica qualificazione alla rassegna continentale con la sua Albania insieme a Gianni De Biasi, che cosa non ha funzionato in Francia? “Credo che sia più giusto parlare delle cose che sono funzionate, perché sono decisamente molte di più. E’ funzionato quello che è stato un lavoro e un percorso iniziato da 5 anni, con una prima qualificazione ad una competizione così importante nella storia dell’Albania e poi il fatto che i ragazzi abbiano disputato tre partite in cui hanno dimostrato tutto il loro valore, sotto il punto di vista calcistico, del modo di stare in campo dell’espressione del calcio, credo che abbiano superato se stessi e l’hanno fatto con grande cuore, grande coraggio e grande con grande orgoglio, e sono riusciti non solo a trascinare i tifosi albanesi di calcio, ma un popolo intero che ha avuto modo di apprezzarli e ha vissuto con loro questo straordinario cammino. Basta vedere quanta gente ci ha seguito in Francia e quanta gente ci ha accolto al ritorno a Tirana, in Albania. Ha funzionato tutto, chiaro che ci sarebbe piaciuto giocare una partita in più, passando il turno e questo non è avvenuto per differenza reti nei confronti del Portogallo, però questo non cambia assolutamente quello che è il giudizio più che positivo per un’esperienza davvero straordinaria”.
Il suo rammarico è stato nel vedere la piccola Islanda arrivare così in alto o lo 0-2 subìto nel finale contro la Francia? “L’Islanda è una realtà un po’ come la nostra e come anche il Galles. Sono realtà che sono cresciute tantissimo negli ultimi anni e hanno meritato di arrivare dove sono ora. Per quanto riguarda le nostre partite non ho mai vissuto di rimpianti o di rammarichi, ma solo la consapevolezza che alla fine la qualità faccia la differenza. La cosa bella è stata poter competere ed essere superiori ad una squadra come la Francia per almeno un’ora di gioco e credo che attraverso queste prestazioni penso che la strada intrapresa sia quella giusta e il percorso sia ancora migliorabile perché c’è tantissima voglia di continuare tenere l’Albania a quei livelli”.
Paolo Tramezzani è pronto per una panchina tutta sua? “Probabilmente si, mi sento pronto a poter intraprendere questa esperienza nuova, però voglio sottolineare che in Albania sto assolutamente benissimo, con Gianni De Biasi abbiamo un rapporto straordinario che elude dal binomio allenatore – vice allenatore e quindi a lui sono molto riconoscente e dal momento le mie e le sue scelte ci vedono ancora insieme”.
Quali sono i suoi progetti futuri? “A livello provinciale credo che continuerà la collaborazione con Umberto Decesari, mi fa piacere seguirlo e l’ho sempre tenuto in grande considerazione perchè sono consapevole di quelle che sono le difficoltà, dove cercare di fare calcio a livello dilettantistico, però la base che ha sempre avuto Umberto Decesari è quella della passione. Da parte mia c’è sempre stato un aiuto e un conforto soprattutto nei momenti di difficoltà, momenti in cui non gli veniva riconosciuto quello che era il suo valore: un valore in campo come allenatore e un valore anche fuori perché riesce a stare con i ragazzi come comunicatore, coinvolgendo sempre tutte le sue squadre. Quindi se ci sarà la possibilità non escludo che anche quest’anno continueremo a muoverci insieme e grazie anche a Denis Muça che è albanese e ci tengo a sottolinearlo, mi ha fatto una bellissima impressione. I miei progetti futuri non li so ancora, visto che sono abituato a vivere abbastanza nella normalità quello che è l’aspetto mio lavorativo quotidiano e quindi non riesco a pensare troppo in là”.
Paolo Tramezzani saluta i lettori di Riviera Sport e Sv Sport: "Un caro saluto a tutti i lettori, buona estate e in bocca al lupo per tutto!”