Anche quest’anno l’Istituto Cristoforo Colombo di Sanremo ha organizzato un’edizione, la quinta, del Concorso di scrittura creativa per far affiorare il talento dei propri allievi. La commissione, composta dai docenti Fiammetta Ausonio, Antonella Colombatto e Vittorio Lanteri Laura, ha proposto come tema una poesia di Umberto Saba, scritta nel 1920, dal titolo “Ritratto della mia bambina”, lirica che fa parte della sezione “Cose leggere e vaganti” del Canzoniere.
La poesia rappresenta un momento di particolare serenità per l’autore e descrive il ricordo di un giorno d’estate in cui la figlia, fermando il gioco con la palla, gli dice, con tono dolce e naturale, che vuole uscire con lui. La bambina indossa un vestitino leggero, azzurro come i suoi occhi e come il cielo. Le immagini evocate, hanno tutte in comune l'idea della leggerezza e della mutevolezza: sono la schiuma del mare, il fumo che esce dai camini e viene disperso dal vento, le nubi che si formano e si dissolvono nel cielo e altre cose leggere e vaganti.
La sessione di scrittura si è tenuta lo scorso marzo nell’arco di un pomeriggio; l’esame degli elaborati ha selezionato due poesie e due brani in prosa da premiare, come da regolamento che prevede di separare gli elaborati in due gruppi, uno per gli allievi del biennio e uno per quelli del triennio e di suddividere in sede di valutazione i lavori, scegliendo per ciascun gruppo un brano in prosa e un testo poetico. La valutazione è avvenuta conservando l’anonimato, che è stato mantenuto sino al momento della consegna del premio.
La mattina di venerdì 13 maggio la commissione ha riunito nell’aula magna dell’istituto Colombo gli allievi delle classi che hanno partecipato al concorso per procedere alla premiazione.
Le buste identificative degli elaborati vincitori sono state aperte alla presenza di tutti e gli autori sono stati premiati dalla commissione e dal Dott. Fabio Barricalla, filologo e critico letterario (studioso di Giovanni Boine e di Camillo Sbarbaro, pubblicista e curatore per la Casa Editrice Digitale Matisklo Edizioni), che ha stilato per ciascuno dei brani prescelti un breve commento critico di cui è stata data lettura per motivare il riconoscimento. Il livello degli elaborati in concorso si è rivelato complessivamente buono, come ha avuto modo di rimarcare nel suo intervento conclusivo il prof. Lanteri e come ha messo in luce il dott. Barricalla con i suoi giudizi.
Per la poesia relativa al biennio ha ricevuto il premio l’alunna Sveva Blancardi della classe 1^ A del Liceo Scientifico, con la poesia intitolata “Lei, il mio amore incondizionato”. Il testo è quasi una parafrasi del “Ritratto” di Umberto Saba, ma, a ben guardare, si tratta di una parafrasi per così dire eccentrica che riserva inedite e originali soluzioni.
L’autrice della poesia premiata per il triennio è Letizia Scozzi, allieva della classe 3^ B del Liceo Scientifico, con il testo dal titolo “Questa piccolina”. La poesia, tutta intessuta di rime baciate e dunque facili, adeguate al tema, che è quello di una favolosa infanzia, è simile a una sorta di canzoncina in distici sulla spensieratezza tipica della fanciullezza.
Per quanto riguarda la narrativa, invece, per il biennio è stata premiata l’alunna Alice Sacchetti, della classe 1^ A del Liceo Scientifico, con il racconto, intitolato “Attimi di gioia”.
Il testo è tutta una riflessione per fermare il tempo, per non far finire mai quei momenti indimenticabili, i “piccoli attimi di gioia”, che danno il titolo a un racconto, che forse soltanto una donna può scrivere.
Particolarmente toccante si è rivelato il racconto “Bloccato nei ricordi” che è stato premiato per la narrativa fra gli alunni del triennio. L’autore è Kevin Cirillo, allievo della classe 3^ C.A.T., che conferma il suo talento, dato che ha vinto la scorsa edizione del premio nella sezione narrativa per il biennio. Il racconto è complesso, ma soprattutto angosciante e abilmente ribalta il concetto del tema proposto. C'è un padre, infatti, che ha perso la figlia, quindi tutto il mondo pare condizionato da quella perdita. La sola cosa che gli rimane è restare aggrappato ai ricordi, senza permettere che siano cancellati.