Attualità - 04 maggio 2016, 16:10

Ventimiglia: ‘Operazione Tenda’ per solidarietà ai migranti bloccati al confine, in vista un nuovo presidio no borders

La zona che oggi potrebbe essere oggetto di un nuovo presidio è certamente la foce del Roja dove già ora diversi migranti trovano ripari di fortuna e dove i noborders si sono già attivati per fornire pasti a dispetto dell’ordinanza.

Come si legge dal sito bolognese Radiocittafujiko è partita una gara di solidarietà nel capoluogo romagnolo. Una lunga lista di beni di prima necessità che confluiranno tutti nel centro di raccolta di via Giambologna 4 entro il 27 maggio e pronti a prendere il via entro fine mese: destinazione Presidio di Ventimiglia. Tra i beni elencati oltre a cellulari, farmaci, vestiario e igiene compare la voce ‘tende’, da qui si presume l’intenzione di ricreare un presidio al fine soprattutto di consentire agli stessi migranti, che non hanno intenzione di accedere al campo di accoglienza, una sistemazione che non sia completamente all’addiaccio.

Questa ipotesi tuttavia lascia trasparire la probabilità che possa ricrearsi una situazione analoga a quella che l’anno scorso nei pressi della frontiera ha avuto i riflettori puntati addosso per tutta l’estate fino al fatidico giorno dello sgombero con un massiccio intervento delle forze dell’ordine.

La zona che oggi potrebbe essere oggetto di un nuovo presidio è certamente la foce del Roja dove già ora diversi migranti trovano ripari di fortuna e dove i noborders si sono già attivati per fornire pasti a dispetto dell’ordinanza del Sindaco Enrico Ioculano.

Si legge dall’appello lanciato dal sito: “Dall'estate scorsa Ventimiglia è diventata anche un simbolo della solidarietà che i governi non riescono ad esprimere, una solidarietà dal basso. Anche se i riflettori dei grandi media si sono spenti, la situazione continua a richiedere la solidarietà di tutti noi. Grazie al presidio permanente No Borders, i migranti non vengono lasciati soli, ma aiutati ad avere informazioni e ad autorganizzarsi. Per questo abbiamo deciso di sostenere questa lotta per la vita e per la dignità. E abbiamo pensato di farlo nel modo più semplice e utile possibile: chiamando la nostra comunità a contribuire materialmente”.

Lorenzo Ballestra