Attualità - 10 dicembre 2015, 07:11

Ventimiglia: caso Civitas, il fascicolo sull’immobile dell'ex Enaip ora finisce nelle mani della Corte dei Conti

Al momento il caso si trova in fase istruttoria ma lo scopo è mettere il punto sull'annosa questione.

Si è lungamente dibattuto nella città di confine ponendo al centro della questione la vendita dell’immobile ex ENAIP, lascito di un cittadino benemerito “per fini educativi e sociali”. Talvolta scatenando notevole bagarre politica anche fra i banchi di caldi consigli comunali.

A seguito dei ben noti fatti di cronaca del 2012, i commissari prefettizi subentrati al governo della città, optando per la messa in liquidazione della società in house Civitas, hanno individuato il dott. Massimo Fruschelli nella figura del liquidatore che, conti alla mano, ha proceduto con la vendita dell’immobile in questione. Una trattativa privata che ha fruttato circa mezzo milione di euro a seguito di due gare andate deserte.

Tra i beni di proprietà della Civitas l’ex 'Enaip’, in base al parere del liquidatore, era il più vendibile per le condizioni della struttura ritenuta fatiscente, scelta dettata dalla necessità di liquidità incrementata vertiginosamente dopo il 2011 ultimo bilancio attivo della società e dai quattro decreti ingiuntivi che si sono affacciati a fine 2014.

Secondo le valutazioni effettuate dal Comune il valore dell’immobile era però di oltre un milione e la vendita, ritenuta ‘svendita’ dall’opposizione, ha sollevato molte polemiche che si sono susseguite fino ad arrivare al consiglio comunale monotematico del 23 luglio scorso dove il dott. Fruschelli, presente in assise, ha illustrato, in base ad una seconda perizia effettuata da professionisti da lui incaricati, come la prima valutazione fosse sovrastimata del doppio rispetto al suo reale valore.

Ma perché non è possibile chiudere ancora la società? La commissione tributaria in primo grado, ad inizio estate, ha definito come non dovuto il debito di 1milione e 800mila euro (IVA, costo trasferimento personale e valutazioni beni strumentali) che gravava pericolosamente sulla società e di riflesso sulla città di Ventimiglia. Si aspetta però il secondo grado di giudizio che dovrebbe pervenire entro il prossimo giugno, a quel punto, se non si dovesse procedere in Cassazione, il liquidatore potrebbe lasciare l’incarico passando gli ultimi debiti nelle mani del Comune che li pagherebbe a fronte dei crediti non ancora estinti vantati da Civitas. Infine tutti gli altri beni entrerebbero nel diretto patrimonio comunale e sulla società calerebbe definitivamente il sipario.

Sulla vendita si assiste al fenomeno dello ‘scarica barile’ con un’opposizione che ritiene responsabile della sconsiderata cessione del bene l’attuale Amministrazione la quale ha preso atto della relazione dei revisori dei conti che a loro volta hanno individuato delle illegittimità nella vendita effettuata dal liquidatore che ha, per concludere, puntato il dito contro il “Regolamento del Comune per l’alienazione dei beni” che risulta essere largamente superato.

Da qui la scelta del Sindaco Enrico Ioculano di inviare il fascicolo relativo all’immobile ex Enaip: “Alla luce delle discussioni che si sono presentate sul merito in più di un’occasione abbiamo ritenuto, come regolato dalla normativa, di chiedere all’organo di controllo di effettuare i controlli del caso nell’ottica della trasparenza, della correttezza e della regolarità”.

Al momento il caso si trova in fase istruttoria ma, al termine, potrebbe pervenire una richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei Conti o potrebbero essere rilevati problemi che comporterebbero una revisione. Lo scopo è mettere definitivamente il punto sull’annosa questione.

Lorenzo Ballestra