Questa sera, in Consiglio Comunale, il gruppo consiliare di Imperia bene comune presenterà una mozione relativa al piano casa che verrà portato in Consiglio Regionale dall'Assessore all'Urbanistica Marco Scajola.
Stamattina i consiglieri comunali Gian Franco Grosso e Mauro Servalli, e Carla Nattero, hanno convocato una conferenza stampa con la quale hanno spiegato le ragioni della propria mozione e il perché il piano casa presentato da Scajola non li convince.
"La mozione - ha detto Carla Nattero - è frutto del lavoro svolto dal gruppo di Rete a Sinistra a livello regionale. Le posizioni dei singoli consigli comunali fanno parte di una battaglia contro il piano casa che si sta svolgendo da circa un mese e che avrà momenti più alti nelle audizioni che si terranno a inizio dicembre e nel dibattito in consiglio regionale che si svolgerà il 15". La scorsa settimana il piano casa di Scajola era stato bocciato dal Consiglio delle Autonomie Locali, scatenando l'ira dell'Assessore.
"Già adesso ci sono state diverse prese di posizione contro il piano, - continua Carla Nattero - da parte delle associazioni ambientaliste, dell'Istituto nazionale sull'urbanistica, l'Anci lo ha approvato con un solo voto di scarto e comunque con forti prescrizioni e infine il Cal non lo ha approvato".
La battaglia contro il piano casa, come spiega ancora Carla Nattero, è in pieno corso e una nuova puntata sarà scritta il 5 dicembre a Genova al convegno di Rete a Sinistra denominato "Green Factor", durante il quale si terrà un confronto tra Marco Scajola e il leader di Rete a Sinistra Luca Pastorino, Parlamentare, già candidato alla presidenza della Regione.
Quali sono gli elementi negativi del piano casa? Secondo Carla Nattero, "Il giudizio, condiviso da tutte le opposizioni in Regione, è che si tratti di un piano che aumenta la possibilità di cementificare in regione, in un territorio che non ne ha bisogno. Gli elementi negativi all'interno sono anche gli ampliamenti e gli aggravamenti di una linea già concessiva del piano casa di Burlando che prevedeva già forte flessibilità. Questa è stata aggravata dal piano Scajola-Toti. Per esempio, è stata aumentata del 35% la possibilità di edificare in tutte le zone di parco, compreso il Parco delle 5 Terre. Inoltre, chi ha un edificio in area esondabile può abbatterlo, unire i volumi, aumentarlo del 50% e, nella versione attuale, costruire dove vuole in perimetro comunale, anche in zone di salvaguardia. Un altro punta riguarda i condoni che sono previsti in aumento del 35%. Tutto questo insieme viene fatto con atteggiamento dirigistici. Il piano casa supera gli strumenti urbanistici esistenti e pone regole che poi vengono assunte da strumenti urbanistici locali. A imperia gli edifici abbandonati sono moltissimi e il piano regolatore è scaduto da cinque anni, per cui il piano casa, in assenza di puc porta la Regione ad avere un ruolo ancora più superiore a Imperia".
"I punti che non condividiamo - spiega Gian Franco Grosso - sono tre. Uno dal punto di vista politico, un secondo da un punto di vista etico e un terzo dal punto di vista tecnico.
Sul punto politico, è palese che il primo provvedimento della Giunta, Toti lo fa sull'edilizia che vede come il volano economico nonostante la crisi della categoria. Non è un caso infatti che lo porti Marco Scajola, in linea con la politica scajolana degli ultimi vent'anni. Noi viviamo un momento in Italia in cui autonomie locali sono svuotate di qualsiasi potere. Lo stesso Sindaco di Imperia dice che fare un bilancio è inutile e lo è, perché ci sono pochi margini su cui lavorare.
Dal punto di vista etico ci sono due aspetti: uno riguarda i condoni, perché con la premialità a chi beneficia dei condoni, si premia due volte chi non ha adempiuto alle regole, prima con le leggi nazionali e adesso con il piano casa. Che sia opportuno o meno migliorare o rivedere alcuni aspetti legati ai condoni, questo non va bene, perché il Paese in questo modo va contro la cultura etica. Per esempio, lo spostamento delle abitazioni dalle zone esondabili, credo che la regione dovrebbe assumere una soluzione di responsabilità e che imponga lo spostamento da quelle aree, non che lo incentivi.
Dal punto di vista tecnico, credo che bisognerebbe concentrarsi più su una revisione urbanistica diversa, di zero consumo di suolo. Già il piano casa di Burlando era disponibile in ottica edilizia, ma questo è nettamente peggiorativo".
"Scajola - ha detto Mauro Servalli - sta giustificando il piano casa col fatto che l'edilizia deve riprendersi, però partendo da qua, risulta evidente che la crisi dell'edilizia non sia dovuta a una contrazione delle possibilità di costruire. Il settore è crollato perché è stata creata una bolla speculativa e, una volta scoppiata la bolla, è andato tutto in frantumi. Questo quindi non c'entra niente con il mercato, infatti molte categorie edili si sono dissociate dal piano casa, dicendo 'non usateci come scusa per i vostri affari'".
Sulla mozione di questa sera, Servalli ha le idee chiare: "E' stata partorita a livello del gruppo regionale di Rete a Sinistra e poi è stata abbracciata da noi. E' chiaro che su ambientalismo e stop consumo di suolo, la nostra vuole essere una battaglia importante, ed è un punto politico estremamente qualificante. Il piano casa si innesta in quello di Burlando già con linee libere. Di conseguenza non è un fatto completamente nuovo per la regione. Se andiamo a vedere l'atteggiamento dei politici imperiesi in quei contesti, (Anci e Cai), notiamo come chi si oppone lo fa con armi spuntate, attraverso il voto di astensione, che ha esercitato anche il Presidente della Provincia Fabio Natta, pur non avendo, almeno ufficialmente, vincoli politici. Credo che ci voglia nettezza del giudizio e, dai comportamenti di tutti, a livello regionale, sembra che siano contro ma poi bisognerà vedere le sfumature di questo essere contro, mentre noi abbiamo una posizione più netta".
Nei giorni scorsi, a seguito della bocciatura del Cal del piano casa, avevamo anticipato che questa sera in Consiglio Comunale, i gruppi di maggioranza non voteranno compatti sulla mozione di Grosso e Servalli. "Il grande merito della mozione - conclude Grosso - è proprio quello di stanarli, farli uscire allo scoperto".