Al Direttore - 29 giugno 2015, 12:39

Sanremo: futuro 'Outlet' di Valle Armea, ecco l'intervento del nostro lettore Fabrizio Fulloni

Un nostro lettore, Fabrizio Fulloni, ci ha scritto per intervenire nella discussione sul futuro ‘Outlet’ di Valle Armea:

“Come sempre è davvero difficile prendere una posizione precisa nei confronti di scelte che appaiono rivoluzionarie, come se ne si temesse l’esito, ancora incerto. In particolare la titubanza e l’avversione che ancora regnano, in parte, in città verso l’apertura del ‘The Mall’ sembrano nascere da due posizioni diverse: la prima dovrebbe essere, il condizionale è d’obbligo, quella del piccolo commerciante che vede, ne ha il diritto ma non il dovere, questa operazione come un potenziale depauperamento dei propri incassi ritenendo spostato il baricentro delle attività commerciali in Valle Armea, ma niente più, forse addirittura conservando il dubbio di potersi sbagliare. Più preoccupante, ma non voglio credere che sia così, potrebbe essere la posizione dei grandi nomi del commercio matuziano, suddivisi in famiglie, che vengono, chissà se a torto, considerati un cartello pericoloso e potentissimo che influenza la politica al fine di non cambiare le cose e rischiare di perdere il proprio potere: per carità, il mondo gira così, e lo si potrebbe lasciare tale se non fosse, calcoli alla mano, che questa palude mentale equivalga ad una notoria penuria di investimenti che sta spiaggiando questa ‘Balena Bianca’ che è Sanremo. Detto che non si può pensare di avere dei vicini quali la Costa Azzurra ed il basso Piemonte che hanno già deciso in merito, attirando orde di spendaccioni, e votarsi, noi, ad un futuro di piccole botteghe, sacre per altro, che vanno invece inserite in un percorso più ampio, abbracciando il nuovo flusso di consumatori che, teoricamente, dovrebbero accorrere abbondanti, tagliando le forniture ai centri oltralpe ed oltreconfine. Deve essere questa l’occasione per portare gente, quella che non c’è più, e non già solo il russo coi miliardi e la canottiera sporca di sugo, ma tanti turisti medi, il popolo, lo stesso che invade il Garda, le spiagge venete, le crociere con base Savona ed il resto della Liguria. Quanto Sanremo abbia bisogno di ossigeno per risvegliarsi economicamente, solo il Cielo lo sa e pochi economisti che non ce lo dicono. Non solo aprire un centro commerciale ma obbligarlo a rendere ricca tutta la costa vicina. I progetti potrebbero essere mille, insisto qui serve un super-manager con le… idee”.

Carlo Alessi