Al Direttore - 28 giugno 2015, 10:33

Tunisia terra ligure, fior di imprenditori liguri che continuano a credere in quella terra

Pierluigi Casalino riflette sugli ultimi fatti di cronaca accaduti in Nord Africa

"Ci sono fior di imprenditori liguri che continuano a credere nella Tunisia, nonostante la spirale d'odio fanatico che cerca di soffocarla. E la Tunisia è paese pervaso dallo spirito laico e moderno da sempre, aldilà di certe forzature interessate, spesso figlie degli equilibri di forza nel Medio Oriente.

Gianni Lubatti di Andora e Max Zanchi di Imperia, per fare degli esempi, hanno saputo negli anni coniugare in Tunisia imprenditorialità e sensibilità, rivelando una non comune capacità di interpretare l'anima locale, oltre che di promuovere intelligenti percorsi di collaborazione. Essi hanno colto, infatti, la spinta rinnovatrice di questo Paese, gettando le basi di un fecondo rapporto tra le due sponde del Mediterraneo. Sono stato spesso diretto testimone di questo felice approccio fin dai tempi sereni dell fine degli anni Novanta, se pur segnati dalla dittatura famigliare del deposto Presidente Ben Alì.

La tristezza delle immagini - un'attentato al turismo - che ci vengono prospettate dai media non corrisponde, del resto, al senso profondo di questa terra e della sua gente che con la Liguria conserva relazioni storiche non indifferenti. Tabarka e Cervo, ad esempio, ma non solo, sono unite da un comune destino di scambi e di cultura. Il discorso si farebbe lungo. Non è questa le sede per approfondirlo. Resta l'apprensione per i tanti italiani e liguri che hanno scelto la Tunisia come approdo dopo anni di lavoro o di tormentate vicende personali.

Pierluigi Casalino".

Redazione