Politica - 11 giugno 2015, 17:01

Ventimiglia: migranti occupano la stazione ferroviaria, il pensiero del Consigliere di opposizione Giovanni Ballestra

“Questa mattina come mia abitudine da anni, appena svegliato, seguo le notizie nazionali e locali, e grazie a Sanremo News riescono sempre di più a soddisfare con tempestività le mie esigenze, a questo si aggiunge facebook che ha trasformato molti miei concittadini in fotoreporter”.

“Questa mattina come mia abitudine da anni, appena svegliato, seguo le notizie nazionali e locali, e grazie a Sanremo News riescono sempre di più a soddisfare con tempestività le mie esigenze, a questo si aggiunge facebook che ha trasformato molti miei concittadini in fotoreporter”.

Lo scrive in una nota stampa il Consigliere Comunale di opposizione a Ventimiglia, Giovanni Ballestra, sulla situazione documentata questa mattina dal nostro giornale. “Per ben due volte – prosegue -  sia ieri sera che stamattina, l'oggetto delle fotografie: La stazione di Ventimiglia e la difficile situazione che il continuo flusso di migranti sta generando. Non mi interessa affatto in questa circostanza ragionare sui commenti della piazza virtuale, oppure sul taglio che alcuni giornali e le dichiarazioni della politica, ma credo di poter affermare che questa situazione sia una vergogna planetaria e che la città di Ventimiglia, per la sua posizione geografica e per l'incapacità di tutte le istituzione, ne sopporti un peso che sta diventando insostenibile. Non ne posso più, come credo la maggioranza degli italiani e la stragrande maggioranza dei ventimigliesi, di sentire tutte queste frasi buoniste e scontate che provengono dalle maggiori istituzioni politiche e religiose che parlano di accoglienza, di tolleranza, di solidarietà.

Forse questi signori non sanno che queste cose le dovrebbero dire ai francesi. Tutte le mattine vedo giovani, bambini e donne che ritornano con aria mesta dal confine francese, evidentemente i principi di uguaglianza, fratellanza,libertà, ispiratori della rivoluzione non piacciono più in territorio d' oltralpe,oppure la lezione della accoglienza ‘no limit’ la hanno ben capita, con costi sociali insostenibili e con le banlieu”.

“Io non capisco come il nostro governo si faccia cosi umiliare dagli altri paesi europei che con quattro spiccioli lo congedano dalla questione, e poi Renzi dichiara che darà fondi ai comuni che ospiteranno questi disperati. Quando diveranno residenti fissi , quando si ammaleranno, quando presi dalla fame forse commetteranno qualche piccolo reato vorrò vedere chi paga i costi sociali. Altro aspetto che mi sfugge: come sia possibile  pensare che Ventimiglia possa ospitare un centro di accoglienza o identificazione o primo soccorso. Ero contrario nel 2011 e per lo stesso motivo lo sono oggi. E' paradossale, per loro siamo l'ultima città d'Italia nel loro percorso, saranno già stati identificati? Avranno già ricevuto l'assistenza e la solidarietà italiana da Lampedusa in poi? Ci saranno altre città, in un sistema organizzato, dove ospitare queste persone in modo che la nostra città possa respirare, piuttosto che diventare un imbuto al quale i francesi hanno posto un tappo. Di fronte a tutto questo scempio mi chiedo quali siano le domande che si ponga la nostra amministrazione comunale, quali siano le soluzioni o le proposte da fare eventualmente al governo ed alla regione salvo chiedere denari per i servizi sociali”.

“Mi domando – termina Ballestra - se il sindaco non si senta in dovere di convocare un consiglio comunale urgente e straordinario sul tema prima che lo facciano le minoranze, cosi poi si farà un po’ di sterile polemica e ne sarà magari felice. Il primo pensiero dell'amministrazione dovrebbe essere quello di pensare che siamo appena all'inizio della stagione estiva e che se non si porranno  rimedi il danno per l'economia della nostra città sarà irreversibile. Poichè questa situazione io la paragono come una ferita aperta nella quale ogni tipo di virus può annidarsi (intolleranza, delinquenza, disagio sociale, emergenza sanitaria etc), spero che questo mio appello, come al solito, non cada nel vuoto ma suoni come una campana di allarme che svegli le istituzioni prima che accada l'irreparabile”.

Carlo Alessi