"A Creppo e Triora sono già tornato negli anni. Ma per lungo tempo ho avuto difficoltà a raccontare della mia vita qui. Era legata troppo all'esperienza traumatica di essere separati dai propri genitori. Dal proprio ambiente".
Rolf Spier porta ancora dentro l'angoscia di quei giorni lontani del 1943 quando a 9 anni con la sorella Marianne di 11 riuscì a salvarsi dalla deportazione in campo di concentramento grazie alla gente di Creppo frazione di Triora. I due bimbi ebrei vennero nascosti a rischio della vita dagli abitanti di Creppo.
"Persone fantastiche. Nei due anni della nostra vita a Creppo non avemmo mai un momento di sconforto. Ci sentivamo accuditi e protetti. Ci sentivamo in un mondo impazzito parte della comunità. In tutta questa storia i veri eroi sono stati gli abitanti di Creppo "Ma certe ferite legate alla scomparsa dei genitori restano vive a distanza di tanti anni." Mentre mia sorella è riuscita ad andare ad Auschwitz. Io tuttora non riesco ad andare in quel posto dove scomparvero i nostri genitori".
Marianna la sorella gli sta vicino ed annuisce. Per lei il percorso di uscita dall'esperienza traumatica è passato attraverso il racconto fatto all'amica Olga Tarcali che scrisse un libro sulla vicenda dei due bambini ebrei. Per questo oggi Marianne Spier si è limitata a dire con emozione: "Non ho niente da dire. Tutto è stato detto. Grazie. È incredibile e straordinario ciò che avete fatto" E la sala polivalente del Comune di Triora non era mai stata tanto piena. Tanto che il cortometraggio "Creppo paese amato" ha dovuto essere ripetuto per consentirne la visione a chi non era riuscito ad entrare. Ancora una volta le comunità di Triora e Creppo si sono strette in un abbraccio con Rolf e Marianne.
Per l'occasione sono stati proiettati due documentari. Nel primo il prof. Paolo Lanteri ha fatto rivivere il suo incontro con Francesco Moraldo detto François il maggiordomo originario di Creppo, che in piena guerra portò in salvo Rolf e Marianne con un avventuroso viaggio da Firenze alla Valle Argentina. Il pezzo forte è stato però il cortometraggio realizzato grazie a molti sponsor da Sanremo cinema e ideato dalla maestra Gianna Ozenda, nonchè recitato dagli alunni della scuola primaria di Triora, che racconta in dialetto triorese con sottotitoli in italiano il soggiorno dei due profughi a Creppo. Il nome venne cambiato in Rodolfo e Marianna e i coetanei insegnarono ai due il dialetto.
La mimetizzazione riuscì anche quando alla porta della casa di Caterina Moraldo bussò un ufficiale tedesco. "Questi sono i miei figli" Disse la donna senza esitare. "Quella che oggi andiamo ad evocare è una storia di sofferenza e gioventù tormentata - ha detto il sindaco di Triora Angelo Lanteri - ma la presenza di Rolf e Marianne accanto agli alunni della nostra scuola è anche il messaggio di un passaggio di testimonianza. Occorre andare nel futuro con la consapevolezza del passato ".
Questa è la scuola che funziona " ha chiosato Alessandra Calza dirigente scolastica reggente dell'Istituto Comprensivo di Taggia. Ma i protagonisti di questa storia di coraggio e cuore erano l'avvocato modenese Donati che lontano parente degli Spier adottò i due bambini e il maggiordomo partito da Creppo tanti anni fa François. Riconosciuto giusto tra le nazioni dallo Stato di Israele, qualche anno prima della scomparsa. "Perché Francesco Moraldo - ha detto il prof. Paolo Lanteri - non esitò un attimo a mettere in salvo i due bambini. Perché era uno di quelli che conoscevano il valore di quello che si deve fare" Anche quando la notte e buia "Dimentichiamo il nostro dolore e pensiamo ad un giorno migliore. La vita è bella così" Come dice Smile la colonna sonora del film "la vita è bella", interpretata a Triora dalla giovane Giorgia Panico. La giusta colonna sonora di una giornata da non dimenticare. Per diversi motivi.