Al Direttore - 27 maggio 2015, 12:52

Non solo Arabi. Scorrerie e saccheggi in Liguria prima del X secolo raccontate dal lettore Casalino

Oltre a quelle saracene, si registrarono anche scorrerie vichinghe, degli Ungari, da Nord, anche se tali popoli si limitarono a saccheggiare Luni, non spingendosi troppo verso occidente

"Al tempo delle scorrerie saracene, durante la fase dell'Islam classico, oltre a Frassineto (l'odierna Saint-Tropez), si erano costituite delle roccaforti arabo-berbere lungo la costa ligure-provenzale fino al Levante ligure. Si ha notizia di presenze o tracce arabe a Taggia (come ricordato da una stele in lingua araba, rinvenuta nei dintorni della città nel XIX secolo), a Civezza, a Dolcedo, a Castelvecchio di Rocca Barbena, a Vallecrosia, a Pigna, località di tracce arabe ed ebraiche), a Santo Stefano al Mare, ad Andora, a Laigueglia, nella zona di Bordighera, a Pontedassio, a Spotorno, a Celle Ligure, ad Arenzano, a Prà, ad Alassio, nel Dianese, a Ceriale, ad Erli, nell'entroterra albenganese, a Baiardo, a Noli, in parte a Dolceacqua, lungo la strada per Cadibona, nell'area di Savona e dintorni, e persino nel cuneese e alla confluenza del Bormida con il Tanaro a Mandrogne, ricordato per aver ospitato dei musulmani già prigionieri della Repubblica di Genova. località Mandrogne, nome di origine araba certamente, dove ancora ai giorni nostri la gente del posto (i mandrogni, appunto) fa scarsissimo uso di carne di maiale.

Altri riferimenti toponomastici (e storici) al passaggio o alla sosta degli Arabi sono dati, per fare degli esempi, da 'Le Maure', luogo sopra Ventimiglia nei pressi del monte Alto Moro; da il poggio del Moro, alle sorgenti del torrente Impero, inoltre, dal monte Moro, presso Torriglia, a Levante, dal Moretto, nelle vicinanze di Calizzano, dal Bric del Moro, sovrastante Bobbio, dal Monte Moro di Frabosa Soprana e da un monte Saraxin, non lontano da Baiardo, oltre che da un altro monte Moro presso Genova; per concludere su queste reminiscenze si cita pure la Gola d'Orlando in Val Ponci, nel finalese, creatasi, secondo la leggenda, da un fendente della spada (la celebre durlindana) dell'eroe carolingio in lotta con i musulmani. La successiva 'repressio saracenorum' portò ad una prima cacciata degli Arabi dal territorio ligure: il covo di Frassineto fu distrutto in seguito ad una crociata organizzata per liberare San Maiolo, abate di Cluny, catturato dai saraceni; questi ultimi ottennero, per liberarlo, una taglia di mille libbre d'argento. Poco dopo, intorno al 972, Guglielmo conte di Arles, si fece promotore della definita sconfitta musulmana (tra i protagonisti di questa controffensiva si distinsero i conti di Ventimiglia delle prime dinastie).

Le incursioni saracene non furono le sole, comunque, a turbare le notti e i giorni dei liguri: si registrarono anche scorrerie vichinghe, degli Ungari, da Nord, anche se tali popoli si limitarono a saccheggiare Luni, non spingendosi troppo verso occidente. La parola 'babau', termine frequente nei dialetti liguri, oltre a riferirsi a quelle triste vicende, è anch'essa di origine araba e spiega bene come quei flagelli erano visti dalle genti dell'epoca.

Pierluigi Casalino".

Redazione