Quello tra la Liguria e Cinisi è un gemellaggio ormai consolidato, suggellato dalla nascita del Centro Peppino e Felicia Impastato di Sanremo che ogni anno si occupa di organizzare la 'Settimana della Legalità' che vede protagonista Giovanni Impastato.
Quest'anno, su iniziativa proprio del centro culturale sanremese, è stato avviato il progetto 'Una tesi per Peppino' che si propone di pubblicare annualmente una tesi che si è occupata in modo originale della storia del giovane giornalista. Ad inaugurare questo ambizioso progetto, è stata scelta quella di Simona Della Croce che è oggi diventata un libro 'Io sono Peppino. La Storia che vi racconteranno non è la mia', Edizioni Zem, alla cui presentazione ha preso parte anche il Sindaco di Arenzano che ha recentemente intitolato una sala comunale a Peppino Impastato, avviando uno stretto rapporto di collaborazione con Casa Memoria.
A quattro anni dal suo primo viaggio a Cinisi per gli studi relativi al suo progetto di tesi, Simona Della Croce si è recata nuovamente nel piccolo paese siciliano dove da 37 anni si ricorda l'anniversario della morte di Peppino Impastato, attraverso una serie di manifestazioni e conferenze, che culminano con il corteo da Terrasini, sede di Radio Aut, a Casa Memoria, diventata oggi uno dei luoghi culturali maggiormente visitati.
“Sono molto contenta di essere tornata a Cinisi proprio in occasione del 9 maggio – ha detto l'autrice – quando quattro anni fa ho scelto di scrivere la mia Tesi di laurea su Peppino Impastato non avrei mai creduto che questa un giorno sarebbe potuta diventare un libro, né tanto meno che l'avrei presentato qui in occasione delle manifestazioni per l'anniversario della sua morte. ”
Presentazione del libro 'Io sono Peppino'
Il libro è stato presentato dal Presidente del Centro Impastato di Sanremo, Claudio Porchia e dal fratello di Peppino, Giovanni Impastato, domenica 10 maggio in diretta su Radio Cento Passi, ed è stata l'occasione per confrontarsi sui più ampi temi dell'informazione e del ruolo del giornalista, sui quali viene dato ampio spazio all'interno del libro. Una professione oggi in continua evoluzione che, se mal gestita, può effettivamente diventare pericolosa ed incidere profondamente sull'opinione pubblica come è stato nel caso di Peppino Impastato dove, soprattutto la concomitanza con l'omicidio di Aldo Moro, ha fatto sì che venisse dato poco risalto alla sua morte e, laddove questo venne fatto, nella maggior parte dei casi etichettò Peppino come un terrorista o un pazzo suicida saltato in aria sulla sua bomba, rendendo ancora più difficile il compito di riaffermazione della verità storica da parte della famiglia Impastato che ogni anno porta avanti il suo impegno di memoria, attraverso l'organizzazione di una serie di appuntamenti culturali legati all'anniversario della sua morte.
“Questo 9 maggio è stato un momento di riflessione, di studio e soprattutto di memoria – ha commentato Giovanni Impastato – abbiamo presentato, con grande successo, quattro libri e non sono pochi. Questo significa che stiamo sviluppando un lavoro di memoria, ma soprattutto di impegno culturale. Credo che sia stato uno degli anniversari più emozionanti e coinvolgenti che ha visto soprattutto una larga partecipazione. Abbiamo avuto un corteo che è stato molto significativo e questo è frutto di un lavoro che è stato portato avanti meticolosamente giorno dopo giorno. Non credo sia più il caso di ingabbiare nella propria ideologia la figura di Peppino, non abbiamo mai avuto problemi a dire chi era e su questi libri continuiamo a farlo, però non dobbiamo caratterizzare le iniziative su un obiettivo soltanto, i nostri obiettivi sono diversi.”
E ha proseguito: “L'iniziativa non può essere né strumentalizzata, né caratterizzata e il corteo ha dato una grande risposta con la contemporanea presenza del mondo cattolico, civile e delle scuole. Se ci si apre a realtà e a culture diverse partendo dalla storia di Peppino, allora le cose iniziano a funzionare e il prossimo 9 maggio questa manifestazione diventerà moto interessante e ancor più partecipata.”
Grande risposta da parte dei tantissimi giovani e non solo che hanno voluto ricordare Peppino partecipando al corteo e alle numerose iniziative; tra tutte ha certamente spiccato l'incontro con Sabina Guzzanti che venerdì 8 maggio ha presentato il film 'La trattativa'. Per la Guzzanti è stata la prima volta a Cinisi dove ha avuto modo, non solo di confrontarsi con il numeroso pubblico presente, ma anche di visitare Casa Memoria e Casa Badalamenti, l'immobile confiscato alla mafia, diventato oggi un importante luogo di legalità. La casa del mandante dell'omicidio di Peppino, Gaetano Badalamenti, è diventata oggi, insieme alla casa della famiglia Impastato, un simbolo della profonda lotta compiuta alla ricerca della verità storica e della riappropriazione di un luogo che, nonostante tutto è oggi diventato un luogo in cui si può e si deve parlare di legalità.
Dopo il grande successo della 'Settimana della Legalità' organizzata lo scorso marzo dal Centro Impastato di Sanremo, la quale ha registrato 24 conferenze con oltre 3000 partecipanti; Giovanni Impastato tornerà in Liguria dal 29 maggio al 3 giugno per un'altra serie di incontri con le scuole e non solo.