Sono state rese note le dichiarazioni rese dal Procuratore di Imperia e dagli Amministratori della nostra provincia, alla Commissione parlamentare d'inchiesta che ha fatto visita nel febbraio scorso. Tra i Sindaci ascoltati anche il primo cittadino di Imperia, Carlo Capacci.
"Esprimerei in breve il mio punto di vista sulla situazione discariche e parlerei più approfonditamente della gestione del servizio di raccolta e dell’azienda che sta operando oggi a Imperia in un comprensorio di 35 comuni, del perché si trovi qua e delle problematiche che stiamo riscontrando". Ha esordito così, proseguendo: "Per quanto riguarda il discorso delle discariche, credo che questa provincia soffra la mancanza di scelte di programmazione a medio-lungo termine che arrivano dal passato. Ci troviamo infatti in una situazione programmatoria scarsa, che non prevede un grande futuro se non l’attivazione della discarica pubblica a Collette Ozotto denominata Lotto 6, in prosecuzione del Lotto 5 che è privato ed è stato posto sotto sequestro dalla magistratura a seguito di un’indagine. Questo sta creando e creerà dei problemi soprattutto economici ai cittadini della provincia di Imperia, perché ci troveremo costretti a portare i rifiuti fuori dalla provincia con un costo di molto superiore a quello di conferimento, quindi ora paghiamo le non scelte di venti anni fa. Capisco che qualcuno tenti di far passare la tesi secondo cui sarebbe colpa del magistrato che ha fermato i lavori, però stiamo parlando di un periodo assolutamente limitato di qualche mese per la durata dell’indagine, mentre credo che, se le cose fossero state fatte 10-20 anni fa con la dovuta calma e la dovuta programmazione, cinque o sei mesi di fermo di un cantiere non avrebbero potuto assolutamente alterare questa situazione. Questo è comunque il mio personale punto di vista e come tale lo riporto".
Il Sindaco Capacci ha poi dato il suo punto di vista sulla questione 'inceneritore' Sull’argomento ci sono punti di vista differenti, io ho un mio punto di vista personale su come andrebbero gestiti i rifiuti, che è assolutamente diverso da quelli esposti e si scontra anche con certe ideologie politiche, in quanto ritengo che gli inceneritori possano risolvere il problema meglio di tante discariche che rovinano l’ecosistema. Nel mondo ci sono esempi di inceneritori che funzionano perfettamente, non dobbiamo sempre citare i peggiori, però una parte della politica ha un’ideologia contraria a questo tipo di macchina. Io sono laureato in ingegneria e quindi sono abituato a parlare in concreto: l’inceneritore è una macchina, in cui si infila dentro la spazzatura, la brucia, produce un po’ di energia di secondo livello ed emette qualcosa nell’ambiente. Se ci sono i filtri e quanto ci deve essere, non vedo quale danno possa causare all’ambiente, probabilmente meno di quelli causati dal fare buchi per terra e buttare la spazzatura sotto, ma è una mia opinione personale".
Il primo cittadino imperiese è anche intervenuto sui problemi della sua città con la TraDeCo: "I problemi sono tanti, il capitolato ha dei problemi, nella fase di richiesta danni verranno chiesti danni anche dall’impresa al comune, perché nel capitolato erano previsti alcuni centri di raccolta dichiarati pronti per essere utilizzati che invece non esistono sul territorio. Questo sarà un problema per il comune, però loro non hanno mai portato a regime il servizio, non hanno fatto tante cose previste dall’appalto, ogni mese ci si chiede se pagheranno lo stipendio ai lavoratori, per cui, non volendo applicare l’articolo 5 del Codice degli appalti per evitare di fare aspettare quindici giorni ai lavoratori, siamo arrivati a un accordo che prevede il pagamento in acconto della quota parte del netto di tutti gli stipendi dei dipendenti e, una volta che loro hanno provveduto al pagamento e ce ne mandano riscontro, noi chiediamo ai dipendenti se abbiano ricevuto i bonifici e saldiamo la differenza della fattura.
Siamo dovuti arrivare a questo punto per poter garantire che i dipendenti dell’azienda venissero pagati, perché tutti i mesi al giorno dalla scadenza i lavoratori non ricevevano lo stipendio. Ovviamente persone che hanno un solo stipendio in un periodo di crisi non possono permettersi di non riceverlo e quindi venivano tutti sotto al comune a fare le loro giuste rimostranze, quindi abbiamo attivato questa procedura di pagamento. Questo però è il sintomo di un’azienda che non ha solidità economica, laddove la scusa che non pagano perché il comune non li paga non sta in piedi perché il comune di Imperia e anche gli altri comuni hanno sempre pagato con regolarità, a parte qualche piccolo comune che magari non ha pagato qualche frazione dell’imponibile totale del mese dell’1-2 per cento. Questo significa che l’azienda non ha la capacità economica per poter gestire un appalto del genere, perché una società che partecipa a una gara pubblica di importo totale di 90 milioni di euro in sette anni ma non ha il respiro bancario per andare avanti un mese se non riceve il pagamento, secondo me dovrebbe cambiare mestiere (sempre mia opinione personale).
Dicendovi che l’amministrazione intende rescindere il contratto credo di avere già risposto a gran parte delle vostre domande. Non ho altro da dire, ma, se avete delle domande da porre, risponderò molto volentieri".
Sono anche emersi problemi relativi alle richieste economiche in più, da parte di TraDeCo: "Si sono accorti che le strade erano strette, ma io ho ricordato loro che avevano firmato il verbale in cui dichiaravano di aver preso visione dei luoghi, e le strade erano e sono rimaste strette, le frazioni c’erano e ci sono, e tutto è rimasto come lo avevano visto. Per quanto riguarda il discorso dei pagamenti loro ci contestano il fatto che noi tratteniamo le penali, però le tratteniamo perché il contratto prevede delle penali al mancato raggiungimento dell’obiettivo di raccolta differenziata. Loro hanno fatto un’offerta che prevedeva il servizio a regime in novanta giorni dall’inizio e una percentuale di differenziata del 68,7 per cento. Siccome mediamente ora arrivano al 35-38 e il contratto prevede una penale sul mancato raggiungimento dell’obiettivo, tutti i mesi applichiamo sistematicamente le penali per il mancato raggiungimento. Loro ci contestano questa applicazione in quanto hanno svariate teorie. Una teoria è che, siccome il 65 per cento non è più obbligatorio perché è cambiata la normativa.
Ed infine sulle penali che il Comune commina alla TraDeCo: "C’è un sistema di calcolo che sinceramente non ricordo perché se ne occupa il dirigente. Diciamo che su una fattura di 900.000 euro tratteniamo loro 150-200.000 al mese. Bastava offrire una percentuale più bassa o non partecipare alla gara. Ritengo che chi partecipa si assuma delle responsabilità e le debba onorare, altrimenti alza i tacchi e torna a casa sua! Noi abbiamo la tassa e quindi ribaltiamo sui cittadini quello che sosteniamo come amministrazione comunale in termini di raccolta, conferimento e oneri di discarica. Sinceramente non so perché il commissario prefettizio l’abbia firmato, ma l’ha firmato. Con questo non voglio muovere un’accusa al commissario prefettizio: ho semplicemente voluto dire che io mi sono trovato con il contratto firmato e quindi non ho potuto fare altro che cercare di farlo funzionare. Probabilmente, se ci fosse stato più tempo o non fosse stato firmato, avremmo potuto valutare meglio questa cosa, come avremmo però anche potuto firmarlo perché non saprei dire cosa sarebbe successo".
(Sotto tutte le notizie relative alle dichiarazioni degli amministratori alla Commissione)