E' stata una serata calda quella di Sabato sera al Palazzo del Parco di Bordighera. Non un evento qualsiasi, e si è capito subito quando alle 20.30 la gente ha cominciato ad affluire nel teatro della città delle Palme. Una dopo l'altra, le sedie del teatro si sono riempite fino all'orlo, registrando così un fantastico 'Sold out'.
500 persone hanno iniziato a chiamare l'inizio dello spettacolo tra applausi e grida, fino a quando non si sono spente le luci. Riprendendo, come promesso, fedelmente lo spettacolo dell'arena di Verona, due attori (Simone Merlo e Jaya Caporusso) hanno letto un trattato di economia moderna, fino a quando le prime note di una chitarra hanno scandito il primo brano in scaletta: 'Svalutation'. Si apre il sipario, e il colpo d'occhio è incredibile: a destra del palco una scalinata, su 4 livelli, su cui è posizionata l'orchestra (Stefano Cannizzaro, chitarra, Adriano Gallo, chitarra e percussioni, Gabriele Ruggeri, basso, Massimo Merlo e Franco Rebaudo, tastiere, Marco Gallo, batteria, Walter Franco, Gabriella Piras e Alessandra Sismondini, cori); a sinistra un vero e proprio bar, con tanto di barista alla "Dino Pasqua di Bisceglie", storico barman di Celentano (Gianni Chiarini) e i tavoli ai quali sono seduti ragazzi giovanissimi, che da clienti del bar si trasformano presto in un bravissimo corpo di ballo (Agostino Giordano, Alessandra Gallo, Giulio Asciutto, Roberto Trivellone, Alessandro Laura, Giulia Falbo, Asia Polizzi e Sabina Caldarelli); al centro, un portone identico a quello presente sul palco dell'Arena di Verona. Ed è proprio da la che, sulle note di Svalutation, esce il protagonista della serata: è Enrico Gallo, imitatore del Molleggiato.
Abito perfettamente identico a quello che Celentano indossava a Verona, stessa camminata, stessi occhiali e stessa espressione. Saluta il pubblico, sono subito applausi... 'E.... la benzina ogni giorno costa sempre di più...'. Da lì in poi, la serata è una girandola di emozioni, dal rock 'n roll che esalta l'orchestra (Rip it Up, un medley contenente "Il tuo bacio è come un Rock, 24000 baci, Blue Jeans e Reddy Teddy...) alle canzoni di protesta (Mondo in MI7) fino alle intramontabili (Una carezza in un Pugno, Soli, Azzurro e l'emozione non ha voce). Il pubblico si fa sentire: canta, interagisce con l'imitatore e non fa mancare l'applauso più volte ogni canzone. Qualcuno dalla platea urla "è meglio che a Verona", ricordando che in contemporanea, su Canale 5, il Celentano, quello vero, è in onda proprio con lo stesso concerto.
Il punto più emozionante arriva su "Il ragazzo della Via Gluck", dove il protagonista diventa anche chitarrista, e dove gli basta accennare gli accordi della canzone per farla cantare ad un pubblico caldo ed entusiasta. Ma le sorprese non sono finite: rispolverando una canzone stupenda ma poco conosciuta, su "Arrivano Gli Uomini" un coro di 10 bambini irrompe sulla scena e canta un botta e risposta su quanto sia brutto crescere e diventare "uomini". La serata scivola via veloce, due ore abbondanti di spettacolo senza un attimo di pausa (e un veloce cambio d'abito sulla elaborata coreografia di Yuppi Du) fino a quando, su 'Prisencolinensenalciusol', si chiude il sipario. La richiesta di BIS è un pro forma che il pubblico sbriga in meno di un secondo. Il tendone si riapre, e la band travolge tutti con una spintissima "Ciao ragazzi". Tutti in scena, per il saluto finale. Il tendone si richiude, e tra le 500 persone la domanda che dilaga è una sola: "... A quando la prossima?"