Politica - 08 novembre 2014, 19:35

Sentenza sul porto turistico di Imperia. Capacci: "Acquamare non portò avanti i lavori intenzionalmente. La sentenza di Torino non cambia la storia"

"I lavori si fermarono perché Acquamare Srl non li porto avanti intenzionalmente, naturalmente dopo aver incassato mutui bancari e proventi dalle vendite. Il fatto che il Tribunale abbia emesso una sentenza che dice che la truffa ai danni dello Stato non sussite non cambia la storia scritta sopra. Cerchiamo di essere almeno realisti ed oggettivi"

Il Sindaco di Imperia Carlo Capacci ha commentato, attraverso il proprio profilo Facebook, la sentenza pronunciata ieri dal Tribunale di Torino, di assoluzione per tutti gli imputati nel processo relativo al Porto Turistico.

Il primo cittadino, citando un'intervista rilasciata all'emittente ImperiaTv, ha spiegato il proprio punto di vista sul fermo dei lavori che "Acquamare Srl non portò avanti intenzionalmente dopo aver incassato mutui bancari e proventi dalle vendite".

"Ricordo - ha scritto Capacci - che i lavori di costruzione del Porto furono affidati alla Acquamare SRL da parte della Porto di Imperia SpA mediante un contratto di permuta. Avendo la Porto di Imperia SpA SEMPRE AVUTO TITOLO (concessione demaniale, autorizzazioni urbanistiche, etc. etc.) per costruire il Porto vorrei capire come mai i lavori non furono terminati e le opere di urbanizzazione costruite.

QUESTO E' IL DANNO ALLA CITTA'. L'inchiesta che ha portato al processo di Torino non mi pare abbia mai posto sotto sequestro il cantiere quindi RIPETO i lavori potevano continuare. Come mai si sono fermati ? TROPPO COMODO mettere ora in relazione il Processo di Torino con il fermo dei lavori.

I lavori si fermarono perché Acquamare Srl non li porto avanti intenzionalmente, naturalmente dopo aver incassato mutui bancari e proventi dalle vendite. Il fatto che il Tribunale abbia emesso una sentenza che dice che la truffa ai danni dello Stato non sussite non cambia la storia scritta sopra. Cerchiamo di essere almeno realisti ed oggettivi
".

Francesco Li Noce