Al Direttore - 04 settembre 2014, 19:51

Sanremo: querelle sul 'frastuono' dal Roof Garden del Casinò, la lettrice Clara risponde alla società di gestione

"Sarei anche stata dell’idea di accettare le scuse per aver ammesso di aver cagionato un disagio, sicuramente evitabile attenendosi alle regole ed alla buona creanza ma, rileggendo meglio, i termini della sua risposta mi costringono a fare alcune precisazioni".

La nostra lettrice, Clara T., ci ha scritto per rispondere a Francesco Procopio, Amministratore Unico della New generation srl, in relazione alla querelle sul 'frastuono' del Roof Garden di Sanremo:

"Sarei anche stata dell’idea di accettare le scuse per aver ammesso di aver cagionato un disagio, sicuramente evitabile attenendosi alle  regole ed alla buona creanza ma, rileggendo meglio, i termini della sua risposta mi costringono a fare alcune precisazioni. Per prima cosa affermare di essersi procurato delle autorizzazioni è poco credibile tanto è vero che la polizia municipale è tempestivamente intervenuta essendo abbondantemente superate le 24 senza che ci sia stato la dovuta riduzione del rumore. Risulta difficile credere che chi gestisce gli eventi 'mondani' del Casinò di Sanremo non sia tenuto a rispettare i limiti di frequenza decibel e l’orario previsto da leggi e  regolamenti ben precisi ma anzi sia autorizzato ad ignorali con arrogante indifferenza. Inoltre altre sue affermazioni fanno riflettere e sorge spontanea una domanda: ma se il direttore di sala era presente come mai ha declinato per ben tre volte di rispondere a richieste educate di chiarimenti ed ha fatto rispondere successivamente alla cassiera? (della quale vorrei precisare nessuno ha voluto mettere in dubbio la serietà e professionalità). Come biasimarla se la stessa ha ritenuto di non volersi accollare compiti che spettavano ad altro personale come lei stesso ammette Presente? A questo punto Sig. Procopio io mi concentrerei a difendere lo stile, l’aplombe di chi, essendo presente si è negato, le pare? Mi creda la sua risposta sarebbe stata più dignitosa se si fosse limitata alle prime tre righe pubblicate da questo giornale. Per quanto riguarda l’invito la ringrazio, ma devo declinarlo perchè forse frequento già il Roof Garden del Casinò, vede io, a differenza di altri, sono abituata a parlare solo delle cose che conosco. Credo proprio di dover essere io ad invitare Lei ad un Evento di livello e perché no anche ad una cena di Gala, per farle conoscere in cosa consiste 'Organizzare un evento di alto livello con della buona musica' come dice Lei, che mi creda è ben lontana dalla discomusic superata e ripetuta più volte nella stessa sequenza in quella serata. Capisco che in un momento di 'spendig review' è lecito risparmiare su tutto, ma spacciare quel frastuono per buona musica significa sottovalutare soprattutto 'preziosi' turisti paganti. Chi come me ha avuto il piacere di frequentare il Casinò di Sanremo negli anni d’oro, senza dover neppure andare troppo indietro nel tempo, dove le manifestazioni che venivano organizzate erano davvero eventi di Livello e di pregio, un fiore all’occhiello non solo per la città di Sanremo ma per tutta la riviera di ponente, sa di cosa parlo. D'altronde chi ammette di voler far rivivere i tempi d’oro del Casinò di Sanremo trasformando un ristorante all’aperto in una discoteca dove la buona musica consiste in brani datati e ripetuti vetusti perfino nelle feste parrocchiali possiede senza dubbio le competenze in materia di planning e management turistico di qualità. Il termine da me utilizzato per definire la casa da gioco era per mettere in evidenza quanti anni luce separano l’attuale gestione da allora. Lei manco immagina in quanti vorremmo vedere riscritta la storia del Casinò di Sanremo, soprattutto coloro che possiedono una abitazione nel quartiere, ma i fatti dimostrano che c’è ancora molta strada da percorrere e gli strumenti indispensabili li possiede soltanto chi si avvicina a questa realtà complicata senza supponenza, ma con umiltà e con seria ed efficace professionalità. Chi sarà in grado di ottenere ciò allora, e solo allora,  potrà arrogarsi il diritto di affermare di avere rispettato la cittadinanza ed il territorio. La ringrazio e ripensi all’invito perché mi creda che un cena di gala 'Vera' vale la pena almeno una volta nella vita di frequentarla per sapere di cosa si parla".

Carlo Alessi