/ Cronaca

Cronaca | 25 aprile 2014, 07:41

Scie chimiche: dopo le discussioni su blog e social network i fratelli sanremesi Marcianò vanno in Procura

Le discussioni e le teorie sono confluite in una denuncia-esposto, che è stata inviata alla Procura di Imperia, ma anche alle Procure di Torino, Milano, Firenze e Roma oltre che al Ministero di Grazia e Giustizia.

Scie chimiche: dopo le discussioni su blog e social network i fratelli sanremesi Marcianò vanno in Procura

Da tempo, su alcuni blog e sui social network si trovano denunce, discussioni e rimbrotti di vario genere, sulle cosiddette 'scie chimiche' che verrebbero rilasciate nell'atmosfera dagli aerei di linea. Si tratta di una teoria che, più volte, è stata 'cavalcata' dai fratelli sanremesi Rosario ed Antonio Marcianò, rispettivamente di 53 e 51 anni. Ora le discussioni e le teorie sono confluite in una denuncia-esposto, che è stata inviata alla Procura di Imperia, ma anche alle Procure di Torino, Milano, Firenze e Roma oltre che al Ministero di Grazia e Giustizia.

Nell'esposto i fratelli Marcianò evidenziano l'attenzione che va riservata all'uso di alcuni additivi e carburanti, che vengono messi a disposizione negli scali aeroportuali. "Alcuni addetti al rifornimento carburante - scrivono i due - ci hanno confermato che i vapori provenienti dalle cisterne sono particolarmente tossici e diversi tecnici hanno dovuto lasciare anticipatamente il loro posto di lavoro a causa di seri problemi di salute. Altri addetti alla manutenzione dei 'turbofan', ci riferiscono che i tempi tra una pulizia e l'altra dei propulsori si sono ridotti e che è aumentata in maniera considerevole l'usura anticipata delle palette dei jetfan. Ufficialmente si racconta che tale logoramento è dovuto al fatto che 'volando più bassi di quota, i velivoli subiscono l'azione corrosiva della salsedine'."

"Testimonia un manutentore a tale proposito: 'Un consiglio... io mi informerei sulle procedure di lavaggio delle turbine, poiché negli ultimi anni sono diventate alquanto maniacali, dopo che un'ispezione boroscopica ha scoperto che le palette delle turbine erano mangiate dal sale (marino dicono), giacché compiamo voli a bassa quota sotto i 6000 piedi. Ora, considerando gli additivi nel carburante, non vorrei che la storia della salsedine fosse una sciocchezza. L'unico modo è capire se velivoli che non incrociano a bassa quota hanno intensificato le procedure di lavaggio negli ultimi anni'. E' vero - proseguono i Marcianò nella denuncia - che tutti gli aerei che sorvolano a bassa quota i nostri centri abitati, percorrendo di volta in volta corridoi appositamente studiati in funzione delle condizioni meteorologiche del momento diffondono veleni pericolosi per l'ambiente e la salute. Ciò a causa dei carburanti e degli additivi impiegati per attività volte all'ottimizzazione dei segnali elettromagnetici e quindi mirate alla modifica dei fenomeni atmosferici in funzione di mere esigenze strategiche".

Nell'esposto i fratelli Marcianò ravvisano i reati contro l'ambiente realtivi all’art. 452 bis del Codice Penale, all'art. 823 (Sorvolo di proprietà private), all'art. 1228 (Sorvolo di centri abitati e getto da aeromobili in volo), all'art. 1231 (Inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione), all'art. 439 (Avvelenamento di acque e di sostanze alimentari), all'art. 659 (Disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone), all'art. 674 (Getto di cose pericolose) per terminare, addirittura, con il reato di favoreggiamento (art. 378). Vedremo ora che percorso intenderà prendere la giustizia sul caso.

Carlo Alessi

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium