Politica - 01 aprile 2014, 15:53

Ventimiglia: questione Civitas, il candidato Iachino si chiede "Se lo scioglimento di questa partecipata non finisca col porre più problemi di quanti ne risolva"

Anche il candidato sindaco Carlo Iachino interviene in merito alla questione Civitas.

Sul caso Civitas interviene anche il candidato sindaco di Progetto Ventimiglia,  Carlo Iachino. “Dopo le punzecchiature fra Ballestra, Malivindi e Scibilia, - dichiara  Iachino -  forse è opportuna una riflessione pacata su Civitas. E’ evidente che la questione si inserisce nella polemica lanciata a livello nazionale contro le municipalizzate da precisi interessi economici, con il sostegno di alcune forze politiche e di organi di stampa a grande diffusione, che un giorno sì e l’altro pure, ne invocano lo scioglimento (concorrenti  scomodi?). E non a caso il Partito Democratico ventimigliese, che sulla costituzione di  Civitas si astenne (Delibera n.21/2008), solo dopo l’inizio di questa campagna nazionale aprì le ostilità".

"Ostilità che stranamente si concentrarono per lungo  tempo su di un organismo tutto sommato secondario, la Commissione di controllo  analogo, la quale, legge alla mano (D.lgs.267/2000), è di fatto priva di poteri sostanziali, tanto da far sorgere il dubbio che in fondo si trattasse di una  mera polemica interna alle opposizioni dell’epoca, specie in vista delle  elezioni regionali che ormai si avvicinavano. Ma lasciamo stare, e torniamo al  cuore del problema. Ciò che oggi ai contribuenti interessa sapere, semmai, è se Civitas ha  contratto debiti o no, piuttosto fatto investimenti. O per meglio dire come ha  acquisito il suo patrimonio e in che modo esso può essere utile alla città".

"E’  bene ricordare, allora, - aggiunge il candidato - che la più gran parte degli immobili sono stati  trasferiti a Civitas direttamente da parte del Comune nell’ambito di un aumento  del capitale della società (Delibera n.52/2008), e dunque a costo zero. L’ACI  di Piazza Costituente e l’ENEL a fianco del mercato coperto, invece, sono stati  acquistati rispettivamente con un mutuo e con un leasing, dunque con un debito,  certo, ma esattamente come quello per una famiglia che compra casa a e chiede i  soldi in prestito alla banca".

"Perciò al momento la cosa più opportuna è  chiedersi come renderli produttivi nell’interesse pubblico: se con l’utilizzo  diretto, con l’affitto o con la vendita a privati. Quest’ultima però si sta rivelando più difficile del previsto. - conclude Iachino - E, in conclusione, se lo scioglimento di  Civitas non finisca col porre più problemi di quanti ne risolva, e se piuttosto  che svendere un patrimonio oggi a tutti gli effetti pubblico, non sia preferibile una rinnovata gestione di Civitas, più economica, trasparente, senza quelle ombre che hanno attirato l’attenzione della magistratura. Forse riflessioni di questo tipo sono più utili dei battibecchi tra Ali Babà, Pinocchio e la Bella Addormentata".