"Il centro maggiore dell'alta Val Nervia è Pigna, che fino al 1960 contava più di 2000 abitanti (lo stesso numero all'incirca che aveva nel XIV secolo, come ha scritto nel 1537 monsignor Giuistiniani). Località di tradizioni intemelie comprende i due borghi di Pigna appunto e di Buggio (che conserva anche memorie ebraiche). Il pendìo rivolto settentrione, che in dialetto del luogo si chiama 'ibagu', è ricoperto di boschi (castagne e querce), mentre quello posto a mezzogiorno (detto 'abrigu') è coltivato ad olivi, essendo quasi un ricordo il trionfo delle coltivazioni di patate e di cereali e i vigneti di un tempo).
Più su, oltre la fascia dove in passato insistevano le cosiddette 'bandite comunali' durante il XVIII secolo e adibite a varie altre colture, si stendono terreni adatti al pascolo. Pigna viene citata per la prima volta in un atto del 1164, sorto al crocevia delle strade che passavano da Ventimiglia a Triora in direzione del carmo Langan e da Sanremo a Saorgio (oggi Saorge in terra di Francia). Sottoposta inizialmente ai conti di Ventimiglia, divenne un forte nel XIII secolo. Pigna appartenne agli Angiò dal 1258 fino al 1388 quando passò ai Savoia, il cui dominio fu interrotto solo per otto anni nel XVII secolo da un'occupazione genovese. Pigna fu possedimento savoiardo fino all'unificazione della Liguria al Piemonte a seguito del Congresso di Vienna del 1815, che pose fine alla parentesi napoleonica nel Ponente e nell'intera regione.
Pierluigi Casalino".