"Se ne parla molto in questi giorni per le vicende legate alla sua situazione politica ucraina, ma anche per la sua storia, una storia che spiega le ragioni profonde delle divisioni culturali, etniche e religiose dell'intera regione. La Crimea entra nell'orbita russa dall'epoca zarista, ma fa parte dell'Ucraina per decisioni risalenti all'epoca della Russia sovietica. La città di Yalta (la colonia genovese di Caulita), celebre per la mitezza del suo clima, fu sede della nota conferenza che nel 1945 tentò di stabilire le sfere di influenza tra l'Occidente e l'URSS in Europa e nel mondo, ma che finì per provocare la 'guerra fredda'.
Quella terra, apparentemente lontana, conserva, infatti, molte tracce di Liguria: tra le colonie genovesi sparse in tutto il Mediterraneo, quelle di Crimea erano assai importanti e consentivano alla repubblica ligure di intrattenere rapporti con la Russia, le aree asiatiche transcaucasiche e oltre. Caffa, ad esempio, fu una colonia genovese di enorme valore strategico, costituita secondo il modello organizzativo metropolitano, e spesso si trovò in conflitto con i vicini tartari, soprattutto in ragione dell'acquisto di giovani di quel popolo da parte genovese per venderli come schiavi, un commercio con il quale la potenza ligure faceva concorrenza ai Turchi e ad altri stati del tempo. Naturalmente le attività dei genovesi in quell'area non si limitavano alla tratta degli schiavi, ma si estendevano in grande stile ai settori dell'importazione di prodotti dall'Oriente e dal Nord, facendo capo alla rete coloniale del Mar Nero. Oltre a Caffa e Yalta si ricordano Soldaio (Sudak), Samastro, Ginestra, Tana (Azov), che era unita alla analoga colonia veneziana, e altre ancora. Tali colonie fiorirono soprattutto tra il 1266 e il 1475 e il loro declino comportò una grave crisi economica a Genova. Le comunità liguri che si erano stabilite in Crimea erano numerose e furono in gran parte costrette a rientrare in Liguria: chi restava veniva massacrato o si si integrava nelle altre comunità locali, ebraiche, armene e greche.
Fino al XIX secolo si registravano ancora in Crimea parlate liguri di diversa origine e si parlò ancora nel XX secolo di Italiani di Crimea, facendo riferimento al residuo nucleo di superstiti liguri. In Crimea i genovesi avevano anche avviato una buona produzione vinicola e traevano da quella penisola molte altre risorse. La Crimea tornerà al centro degli interessi genovesi (e liguri) nel pieno della grande stagione della sua marineria e dei suoi bastimenti in fasi più recenti, quando, come ci ha spiegato una mostra dedicata alla Genova tra l'Ottocento e il Novecento quale capitale della modernità.
Pierluigi Casalino".