Al Direttore - 22 febbraio 2014, 10:55

Festival di Sanremo: botta e risposta tra lettori, Gianni risponde a Manuela ed agli altri

Il nostro lettore Gianni di Imperia ci ha scritto in risposta a quei lettori che sono intervenuti dopo la sua mail sul Festival di Sanremo:

"Intanto una doverosa risposta alla signora Manuela solo per assicurarle che da parte mia e credo da molta parte degli imperiesi non c'è proprio nessuna invidia per il Suo festival. Se lo tenga pure a Sanremo continuando a credere e a 'far credere' alla gente che rappresenti ancora oggi il 'Festival della canzone italiana', così probante per il movimento musicale italiano che sicuramente nei prossimi mesi in Italia e magari anche in Europa o nel mondo tutti ascolteranno le canzoni che questa sera saranno di scena sul palco. Ha ragione il sig. Nuccio quando dice che il budget non consente più di avere ospiti internazionali di grido e l'appeal della manifestazione non consente più di avere sul palco i big della canzone italiana, ma allora mi chiedo il motivo per cui, tanto per cominciare, sapendo che non c'è più "trippa per gatti" il carrozzone non viene drasticamente ridotto. Perché le serate non vengono ridotte per esempio a tre mantenendo lo stesso budget e consentendo magari di aumentare la qualità? La 'colpa' che attribuisco ai mezzi di informazione, nello specifico ovviamente alla Rai, è quella di volersi vendere il prodotto, cercando di alimentare l'attesa della manifestazione come succedeva quaranta, trent'anni fa quando la gente anche qui in Riviera aspettava il festival come l'Evento con la E maiuscola della primavera, secondo le stesse modalità con le quali se lo vendeva allora, dimenticando di essere passati da una gara fra quasi trenta veri big della canzone a una stucchevole prolungata vetrina di cantanti assolutamente volenterosi, ma che per buona parte svaniscono per 360 giorni l'anno per poi magari riproporsi l'anno seguente. La signora ricorda invece benissimo che l'anno scorso vinse Mengoni, guarda caso l'unico che nel frattempo si è costruito una carriera, ma non certo per il festival, ma per un talent show televisivo che ne ha saputo valorizzare le indubbie qualità. Per concludere vorrei solo ricordare che per quanto riguarda gli ascolti non possiamo far finta di non vedere il flop in serate nelle quali l'ascolto è spesso sceso intorno ai 6 milioni (per essere un evento raccoglie più ascolto un'amichevole della nazionale di calcio...). Sono convinto che questa sera l'audience sarà sicuramente superiore e sono certo che buona parte del motivo sarà l'annunciata presenza di Maurizio Crozza così come lo fu il 'traino' più o meno volontario di Beppe Grillo per la prima serata. In sostanza non si può non far rilevare come occorrano i comici (Grillo, Littizzetto, Crozza) per tenere a galla quello che dovrebbe essere un festival canoro. Arrivederci alla prossima edizione".

Carlo Alessi