Non ci sarà altro spazio mediatico per i contestatori che ieri sera hanno tenuto con il fiato sospeso l'Ariston e il Festival. Ad affermarlo è stato il direttore di Raiuno Giancarlo Leone durante la conferenza stampa odierna al Roof con i giornalisti della stampa.
“Chi si espone in termini mediatici come al festival per fare una protesta non può aver alcun altro proscenio mediatico per non creare eventuali simulazioni. E' stato deciso di evitare qualsiasi intervista e ospitata tv” ha spiegato il direttore smentendo di fatto l'indiscrezione di una partecipazione dei lavoratori napoletani alla trasmissione della Rai 'La vita in Diretta'.
Ma come sono entrati all'Ariston i contestatori? Erano in possesso di biglietti? Secondo quanto riferito dal direttore di Raiuno, informatosi a sua volta dalla Questura, i quattro protagonisti della vicenda, sono entrati all'Ariston con dei biglietti del costo di cento euro l'uno, due dei quali acquistati al botteghino e altri due al bagarino.
“Le persone in questione: Antonio Sollazzo, Marino Marsicano, Salvatore Ferrigno, lavoratori del Consorzio Unico di bacino delle province di Napoli e Caserta e una donna hanno dichiarato alla Questura di aver comprato due biglietti al botteghino ieri stesso e altri due al bagarinaggio – ha spiegato Leone – e sono arrivati in auto ieri mattina a Sanremo. Si tratta di personaggi da oltre un anno e mezzo senza stipendio e alcuni di essi con precedenti penali probabilmente per essersi distinti in passato per altre azioni analoghe con minor risonanza mediatica (uno di loro avrebbe bloccato un autobus minacciando di darsi fuoco)”
I giornalisti hanno poi chiesto lumi su come due di loro siano riusciti ad arrampicarsi sull'impalcatura. Una protesta ben organizzata, ha confermato Leone e riuscita con il finto malore della donna architettato per richiamare l'attenzione della sicurezza in galleria.
“Queste persone erano in galleria – ha aggiunto il direttore di Raiuno – e con la sceneggiata del malore due di loro sono entrati nel corridoio laterale. Portati dietro le quinte continuavano ad urlare perche volevano garanzie sul fatto che la loro lettera venisse letta da Fabio. Non si fidavano e sono andato lì a parlare con loro, poi dopo la pubblicità li abbiamo accompagnati ad ascoltare Fazio mentre leggeva la lettera e li abbiamo accompagnati fuori”.
I quattro sono stati quindi identificati in Commissariato e denunciati per il reato di violenza privata (una violenza che ha costretto Fazio a leggere in diretta la lettera ha specificato il direttore ndr).
A quel punto la domanda sui livelli di sicurezza è sorta spontanea. I biglietti non sono nominali e possono essere acquistati esibendo solo un documento di identità. Quindi di fatto chiunque può entrare a Teatro. Certo ormai i 4 sono ben noti e difficilmente oggi potrebbero comprare i biglietti ma rimane la perplessità sulla sicurezza.
A questo proposito è stato proprio il presentatore Fazio a lanciare una riflessione sulla possibilità di biglietti nominativi. “E' vero che il teatro non è uno studio tv ma si potrebbe fare così come avviene allo stadio dove i biglietti sono nominativi per evitare alcuni rischi come l'incidente di ieri”.