"L'incredibile comunicato stampa della senatrice ligure Donatella Albano sul gioco d'azzardo. Sfacciatamente intriso della solita ipocrisia pelosa a cui i politici italiani ci hanno da lungo tempo abituati il comunicato stampa dalla senatrice PD Donatella Albano circa i provvedimenti normativi in materia di gioco d'azzardo. La senatrice, in pratica, si scusa per aver votato a favore di un indecente emendamento che taglia i trasferimenti di danaro alle amministrazioni locali che osassero ostacolare la diffusione delle slot machines sul proprio territorio.
Il testo riguarda i comuni o le regioni che emanano norme restrittive contro il gioco d’azzardo: l’anno successivo questi enti che ostacolano l'azzardo andrebbero a subire tagli ai trasferimenti, interrotti solo quando le norme e regolamenti 'scomodi' venissero ritirati. La senatrice si dichiara sostenitrice della lotta alla ludopatia e attribuisce il proprio voto a una svista. E' vero che il decreto introduce obbligo di apporre cartelli e scritte che avvisano dei rischi del gioco, ma è un obbligo che suona ridicolo e puerile: solo un ingenuo può pensare che sia deterrente di una qualche efficacia. O meglio utile sì, ma solo a tranquillizzare la coscienza dei governi che sulla ludopatia ci campano. Ricordiamo infatti che nei primi dieci mesi del 2012 il fatturato dell'azzardo ha toccato i 60 miliardi di euro. Lo Stato ci guadagna circa 12,5 miliardi l'anno, essendo così 'socio di maggioranza' di fatto delle aziende del settore (intendendosi come 'socio di maggioranza' il soggetto che beneficia della maggior quota degli utili prodotti).
Non bastasse rammentiamo inoltre alla senatrice che per fare cassa, il governo che lei sostiene ha offerto un accordo agli imprenditori del settore che avevano ricevuto multe per 98 miliardi di euro, poi ridotte a 2 e mezzo. Erano stati condannati perché le loro macchine non erano collegate alla rete informatica del Fisco, ovvero, non pagavano le tasse dovute. L’aula della Camera ha poi approvato l’emendamento proposto dalla maggioranza che abbassava ulteriormente dal 25 al 20% l’aliquota della sanatoria per i concessionari a condizione che il pagamento fosse immediato e in un’unica rata. Mentre sono ormai di pubblico dominio le cifre delle 'elargizioni' che noti esponenti politici, anche del suo partito, hanno ricevuto direttamente o tramite fondazioni e quotidiani a loro riferibili, dalla lobby dell'azzardo la senatrice vuol farci credere che il suo partito è schierato contro il gioco d'azzardo per la lotta alla ludopatia.
Vuole forse raccontarci che quelle elargizioni non c'entrano nulla con i provvedimenti normativi a favore dei concessionari? Quindi la senatrice, che a chiacchiere si dichiara accesa sostenitrice della lotta al gioco d'azzardo, fa parte di un Parlamento e sostiene un governo che, in pratica, sul gioco d'azzardo ci campa (senza quelle entrate salterebbe il bilancio dello Stato) e che si appresta ad autorizzare l'apertura di 7.000 videolottery e 30 sale bingo. Complimenti per la coerenza, guardi che, sviste o non sviste, i tempi degli allocchi sono finiti".
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