Attualità - 26 novembre 2013, 15:46

Ventimiglia: scoperte due gallerie realizzate in epoca romana in Val Nervia lungo il rio Seborrino

Si tratta delle opere monumentali più importanti realizzate in epoca romana nella Val Nervia.

Tracciato di acquedotto di età romana

Scavi archeologici raccontano che il maggiore sviluppo urbanistico di Albintimilium è avvenuto nel 2° secolo D.C., periodo in cui vennero realizzati nuovi edifici pubblici e privati, nuove insulae, il teatro e i bagni pubblici. L'intensa attività edilizia, accompagnata da un forte incremento demografico, resero necessario potenziare l'approvvigionamento idrico della città con conseguente necessità di  costruire un nuovo acquedotto di maggiore portata per prelevare  l'acqua dal rio Seborrino, l'affluente del Nervia che scorre nel solco della collina  a fronte del ponte dell'Amicizia a Camporosso.

Indagini condotte in passato dal professor Lamboglia e da Enzo Bernardini, avevano localizzato una galleria lunga 30 metri larga 3,30 con la volta ad arco, le tracce di un acquedotto realizzato in epoca repubblicana e di un successivo di maggiore portata costruito in epoca imperiale, entrambi allineati sulla collina lungo l'ultimo tratto di circa 3 km. che separa il rio dalla città nervina. Recenti indagini condotte lungo il corso del rio Seborrino, hanno permesso di localizzare altre 2 gallerie di 53 e 42 metri realizzate per prevenire le ostruzioni provocate da frane e nuovi tratti dell'acquedotto. Si tratta delle opere monumentali più importanti  realizzate in epoca romana nella Val Nervia.

Filari di pietre

Interno galleria

Rio Seborrino

Uscita galleria in pietra