Politica - 25 luglio 2013, 23:41

Sanremo: il consiglio approva il piano alienazioni. Salvaguardata l'integrità di Palazzo Nota e del palazzo della pubblica istruzione

La votazione finale (con 19 voti favorevoli e 8 contrari) è arrivata al termine di una lunga discussione durante la quale l'opposizione ha più volte ribadito la contrarietà alla vendita dei beni immobiliari comunali.

Immagine d'archivio

Il consiglio comunale di Sanremo ha approvato la pratica relativa al piano di alienazioni immobili comunali con una serie di variazioni che di fatto salvaguardano l'integrità di Palazzo Nota e dei locali del palazzo di pubblica istruzione in piazza Eroi.

La votazione finale (con 19 voti favorevoli e 8 contrari) è arrivata al termine di una lunga discussione durante la quale l'opposizione ha più volte ribadito la contrarietà alla vendita dei beni comunali.

Lo scontro si è soprattutto concentrato sulla cessione della proprietà di alcuni locali commerciali del centro tra quelli elencati e integrati nel piano (via Palazzo n.41, negozi diversi piazza Muccioli piano terra Palazzo Pubblica Istruzione, negozi diversi piazza Eroi Sanremesi, piano terra Pro Infantia, ristorante Salsadrena corso Imperatrice, Ristorante Tre Pini corso Trento Trieste).

Relativamente alla pratica è stato approvato un emendamento di Giuseppe Sbezzo Malfei (Pdl) e Claudio Lupi e poi ordine del giorno richiedente lo stralcio dal piano delle alienazioni dell'immobile di via Palazzo 41 con valutazione di disdetta alla seconda scadenza del vigente contratto per evitare potenziali disparità di trattamento.

L'assise ha inoltre votato un secondo ordine del giorno, sollecitato dalla minoranza, e relativo alla salvaguardia anche dei luoghi del palazzo della pubblica istruzione.

“Credo che nessuno oggi nella p.a. si diverte a vendere immobili pubblici ma ogni ente ha messo in vendita parte del patrimonio, gli enti devono dare servizi e per troppo anni sono stati immobiliari” ha specificato il primo cittadino Zoccarato durante la dichiarazione di voto.

“Questa pratica è un giusto compromesso – ha ribadito il presidente Lupi - tra quello che si deve fare per rispettare il patto e quello che si deve fare per rispettare il patrimonio. Capisco le difficoltà del sindaco ma credo che dalla discussione questa sera sia stata sottolineata la valenza della sede di immobili storici città”.

Contraria l'opposizione che ad inizio discussione ha subito 'condannato' la scelta del comune. “Questa sera andiamo ad inserire nel piano di alienazioni una serie di immobili importanti oggetto di conduzione da parte di cittadini sanremesi che gestiscono attività commerciali e ristorazione, fonte vera di ricchezza e possibilità di vivere della famiglia – ha affermato il consigliere Massimo Donzella (Progetto Sanremo) – il comune deve prima valutare la valenza pubblica e le conseguenze sociali. Vedo decine di cantine e terreni che ovviamente rientrano in un piano condivisibile ma è diverso quando il comune decide di vendersi parte della storia di Sanremo”.

“E' folle che il Comune venda una porzione di beni che configura una quota % irrisoria di una vasta porzione comunale creando un condominio – ha aggiunto il capogruppo del PD Gorlero - oggi il Comune, per una manovra di mera cassa coinvolge privati proprietari. Siamo d'accordo sul fatto di non smembrare la proprietà di un immobile di 6 piani di quel valore. Se la logica è mantenere  l'unitarietà complesso allora la stessa logica deve valere anche per il palazzo piazza Eroi che ospita pubblica istruzione”.

“Non si tratta di essere cattivi o bravi. Il patto di stabilità è qualcosa di demenziale e i comuni sono obbligati a scelte difficili per far rispettare il patto – ha replicato l'assessore Alessandro Dolzan, relatore sostituto della pratica in assenza, dell'assessore competente al Patrimonio Franco Solerio - L'interesse pubblico prevalente adesso è rispettare il patto!”

"Solo in questo modo possiamo tutelare gli equilibri finanziari e questi soldi consentono di intervenire sulle scuole e loro manutenzione -  ha ribadito il consigliere del PdL Massimo Rossano - Le alienazioni sono figlie delle regole europee. Qualsiasi comune dal più piccolo al più grande ha l'obbligo di adottare un piano alienazioni.”

“Parliamo di attività dove da anni a parte tavolini nulla è cambiato – ha aggiunto il consigliere PDL Mario Luigi Ballestra – in molti casi i contratti sono stati fatti in forma sbagliata e spesso i locali sono stati subaffittati ad altre persone a 3 o 5 volte il costo del canone pagato al Comune e il tutto a discapito della collettività”.

Silvia Iuliano