"Il drammatico epilogo della fuga del giovane Mame Mor Diop, ambulante senegalese inseguito dalla polizia al mercato settimanale del venerdì, a Ventimiglia, e annegato alla foce del Roja per la sola colpa di cercare di sopravvivere vendendo chincaglierie, interroga ancora una volta la coscienza democratica di chi crede veramente nella giustizia, nell'uguaglianza e nella solidarietà sociale e umana.
E' umanamente e razionalmente inaccettabile che una persona possa rimanere uccisa per difendere la sua dignità di uomo e di lavoratore e per non doversi veder sequestrate circa 20 € di merce: questo era all'incirca il valore complessivo, ma che rappresentava quel minimo di irrinunciabile speranza per la sopravvivenza sua e della sua famiglia!
Come Arci ho chiesto pubblicamente ieri alla Procura della Repubblica di aprire motu proprio una inchiesta per accertare l'esatta dinamica dei fatti e le responsabilità connesse anche in ordine all'ipotesi di omissione di soccorso.
Purtroppo non è la prima volta che nel Roja annegano ambulanti immigrati in seguito a metodi da 'caccia all'uomo'. Già anni fà, allora come responsabile della locale Camera del Lavoro, avevo presentato formale e documentata denuncia alla magistratura per un'altro immigrato rimasto ucciso in circostanze analoghe e alle autorità preposte avevo posto l'esigenza di affrontare le questioni inerenti gli ambulanti immigrati come fatto sociale e non come problema di ordine pubblico. Il dramma che si è nuovamente consumato alla foce del Roja ripropone ancora una volta con forza tale esigenza.
Come associazione siamo fortemente impegnati perché sul territorio si affermi la legalità democratica, ma è paradossale che di fatto si criminalizzino problematiche sociali ed amministrative connesse al lavoro ambulante degli immigrati in un territorio e in una città come Ventimiglia, che "vanta" il consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose, sindaci e diversi amministratori inquisiti e una criminalità organizzata e ndrangatista soprattutto negli ultimi anni sempre più visibilmente ramificata e aggressiva.
L'auspicio è anche che nei prossimi giorni si apra il dibattito tra le forze sociali, culturali e politiche democratiche del territorio anche per contrastare la xenofobia e la solita esaltazione culturale e sociale razzistica che già in queste ore sta montando sui blog e in città da parte di una minoranza che continua a volersi porre al di fuori di ogni logica democratica.
L'Associazione esprime piena solidarietà e vicinanza alla Comunità senegalese e al dolore dei familiari di Mame Mor, e si pone a disposizione della Comunità e dei familiari della vittima per l'assistenza del caso, eventualmente anche dal punto di vista legale.
Nei prossimi giorni come Associazione XXV Aprile, Arci provinciale e Comitato provinciale antirazzista organizzeremo, insieme alla Comunità senegalese di Sanremo, una serie di iniziative di ulteriore denuncia della situazione che si è determinata, di confronto con i cittadini e di sostegno alla lotta per l'esigibilità del diritto al lavoro e per la difesa dei diritti e della dignità umana degli immigrati.
Giuseppe Famà
Associazione culturale intemelia XXV Aprile/Arci e Arci provinciale".