Questa mattina negli uffici della provincia di Imperia, oltre al comitato spontaneo istituitosi per la zona, anche il Sappe, attraverso la voce del proprio segretario vice regionale Galluzzo, è intervenuto a difesa dell’ambiente sulla questione in ballo dal 2010 per la protesta dei fumi, polvere e soprattutto il maleodore che sovente si sprigiona in Valle Armea e che infastidisce non poco gli operatori appartenenti ai Baschi Azzurri del corpo di Polizia Penitenziaria presenti nelle attività di legalità e sicurezza sociale.
"Ebbene, oltre alla popolazione civile ci sono in detta zona anche duecento operatori tra poliziotti e personale delle aeree educative e sanitarie, una popolazione detenuta alquanto corposa rappresentata da un sovraffollamento costante che risponderebbe ad oltre 360 detenuti di varie tipologie di appartenenza. Per questi dati, proprio il Sappe questa mattina, preoccupato per la salute dei lavoratori e dopo aver rivolto già nel 2010 alcune domande specifiche al dirigente dell’Istituto, ha preso parte alla riunione di questa mattina delle ore 10.00 dove vi è stato un confronto proficuo che porterebbe a breve ad una serie di controlli e di modifiche, ovviamente palliative, per migliorare le condizioni e tutto il contesto adiacente.
Accordi ben precisi per dei controlli sanitari incrociati arriveranno a breve anche grazie alla disponibilità certa dei rappresentanti della ditta appaltatrice del compostaggio – Beusi s.r.l. – di Bussana aperti a delle nuove soluzioni!! Il Sappe ha rappresentato l’urgenza di passare dalle molteplici parole ed esposti vari che corrono da una scrivania all’altra, a dei concreti fatti che sicuramente possono arrivare con l’impegno massimo di tutti in tempi brevi. Abbiamo ribadito che in valle Armea dove giace il penitenziario, e cioè a poche a centinaia di metri dall’area interessata, deve essere considerato il penitenziario come luogo di vita di centinaia di persone, dove alcune ne sono ristrette per motivi di violata giustizia ed altri subiscono ripercussioni indirette pur essendo rappresentati delle istituzioni dello stato.
Siamo convinti come primo sindacato di categoria che la Polizia Penitenziaria oltre alle difficoltà riscontrate quotidianamente per fronteggiare un assurdo ed astruso problema del sovraffollamento delle carceri italiane, ed in questo l’istituto di valle Armea non pare essere esente, anzi anch’esso colpito fortemente dall’evento con il 40/% in più dei detenuti tolleranti nella portata. Proprio di recente la segreteria nazionale ha inteso comunicare ogni interessamento agli uffici Visag del dipartimento proprio per attestarne il pericolo per il proprio personale attivo nell’area incriminata. A breve forniremo altri tipi di interventi e ci auguriamo con fiducia che il messaggio del Sappe non passi inosservato dai competenti uffici provinciali che questa mattina hanno raccolto le nostre doglianze".