Attualità - 30 maggio 2013, 14:25

Sanremo: oggi l'Ariston festeggia i suoi primi 50 anni, Walter Vacchino "Non abbiamo preparato torte con le candeline ma abbiamo donato valori ed eventi alla città"

Momento di raccoglimento stamani al celebre teatro che ha contribuito alla storia della città dei fiori.

Si è svolta stamani l'inaugurazione dell'evento celebrativo dedicato ai primi 50 anni del teatro Ariston di Sanremo che cadono proprio domani. Un momento di raccoglimento per la famiglia Vacchino che ha invitato i tanti amici delle istituzioni, delle categorie e della cultura a presenziare a questo appuntamento. Nel corso della mattinata è stato mostrato ai presenti un video fatto con alcune delle immagini più significative che hanno caratterizzato la storia di questo teatro.

Colme d'orgoglio e ricordi le parole di Walter Vacchino oggi accompagnato dalla sorella Carla e dal figlio Andrea in questo importante anniversario. Il primo pensiero è stato di ringraziamento per tutte le persone che hanno lavorato e contribuito a consegnare alla storia l'Ariston, a partire da Aristide Vacchino colui che ha avuto l'idea del Teatro e gli ha dato vita.

“La somma del lavoro fatto in 50 anni è tanta. - racconta Walter Vacchino - Non abbiamo fatto nessuna torta con candeline e fuochi d'artificio ma abbiamo voluto rendere omaggio alla città donandole dei valori importanti come la Compagnia Stabile di Sanremo e l'Ariston Pro Ballet, una compagnia che da Bergamo è venuta qui e che domani festeggerà i 10 anni di opere. Inoltre ricordo che in tema di festeggiamenti, domani, dalle 15 alle 19 il teatro si aprirà alla cittadinanza. Già oggi presenteremo il ventiseiesimo quaderno dedicato alla storia dell'Ariston, poi ci sarà un omaggio a Mario Bava e non meno importante nel pomeriggio ci sarà l'anteprima nazionale di Slow Food Story, che all'interno racchiude diverse scene girate sia a Sanremo che nell'Ariston. Infine e non per caso, stasera ci sarà il concerto di Anna Oxa, che con la sua valigetta ha iniziato la carriera su questo palco circa 30 anni fa”.

“L'importanza di un teatro non la si ha solo nei mattoni che costituiscono l'edificio ma nelle persone che ci stanno dietro. - spiega il patron del Teatro Ariston - Aristide pensava al mercato dei film, ad un teatro ed un albergo. Di fatto poi non si è fatto ma da quel progetto è nato il primo multisala italiano, un concetto che si è esteso poi negli anni a venire in tutto il resto del mondo. Il nome di un teatro si lega alla città e l'Ariston ha rappresentato un punto di incontro per moltissime cose e ha contribuito a formare la coscienza civile di una città. Quella di questo teatro è una vita fatta da persone che si sono incontrate. Capossela è l'esempio più chiaro di come una vita può cambiare dagli incontri in un teatro, lui infatti scelse di lasciare le precedenti aspirazioni lavorative e diventare un cantautore proprio dopo una serata del Tenco e l'anno dopo si presentò sul palco diventando l'artista che noi tutti oggi conosciamo. Il Festival ha sicuramente cambiato la vita al teatro. Uno nella vita lavora e fa molte cose ma il destino ci ha aiutato mettendoci lo zampino. La rottura di un lucernario nella sala di inverno del Casinò ha permesso il trasferimento della kermesse canora, in maniera assolutamente provvisoria, in questo teatro e quella provvisorietà ha cambiato la vita all'Ariston”.

Stefano Michero