Verrà presentato il 31 maggio prossimo, all’hotel Miramare di Sanremo, il libro ‘Il carnevale delle lucciole’ di Massimiliano Capponi. “Avventura. Poesia. Azione. Goliardia. Musica. Amore. Dramma. Cinema. Thriller. Storia. Risate e lacrime di un manipolo di folli nello scenario incantato della Valle Argentina e delle Alpi Mistiche nell’Imperiese. Sorrisi per evadere dal grigiore quotidiano. Per chi ha vissuto queste fondamentali esperienze di crescita con gli amici di infanzia in un’epica cornice. E per chi avrebbe voluto viverle…”.
E’ un romanzo autobiografico che abbraccia infanzia, adolescenza e maturità (???), esalta la spensieratezza di quei periodi ed enfatizza, oltre questi luoghi stupendi, la genuinità delle storie e il rimpianto di un mondo, quello agreste, che potrebbe sparire. Una certa influenza, su questo romanzo, possono averla avuta, in piccola misura, il “Decameron” di Boccaccio e “La Divina Commedia” di Dante Alighieri, nonché un paio di pellicole quali “Amici miei” di Mario Monicelli e “Stand by me” di Rob Reiner, tratto dalla raccolta “Stagioni diverse” di Stephen King. Volutamente l’autore ha adoperato un linguaggio odierno, senza “foglie di fico”. Ogni pagina è ispirata a vari motivi di “cult bands” delle nuove generazioni, creando l’atmosfera di un’epoca ruggente a cavallo degli anni Ottanta, quando l’atmosfera era magica, fatata, straordinaria. Eccezionale. Ogni capitolo ha per occhiello una citazione latina, tradotta in italiano e resa con una massima omologa in dialetto ligure. Al di là dell’aria sbarazzina, si rivela raffinatezza linguistica e un background culturale classico. Il libro non vuole solo intrattenere, ma anche lasciare una traccia, se non proprio insegnamenti.