Eventi - 22 maggio 2013, 10:55

Sanremo: il 31 maggio all'hotel Miramare la presentazione del libro di Massimiliano Capponi

‘Il carnevale delle lucciole’ di Massimiliano Capponi. “Avventura. Poesia. Azione. Goliardia. Musica. Amore. Dramma. Cinema. Thriller. Storia. Risate e lacrime di un manipolo di folli nello scenario incantato della Valle Argentina e delle Alpi Mistiche nell’Imperiese.

Verrà presentato il 31 maggio prossimo, all’hotel Miramare di Sanremo, il libro ‘Il carnevale delle lucciole’ di Massimiliano Capponi. “Avventura. Poesia. Azione. Goliardia. Musica. Amore. Dramma. Cinema. Thriller. Storia. Risate e lacrime di un manipolo di folli nello scenario incantato della Valle Argentina e delle Alpi Mistiche nell’Imperiese. Sorrisi per evadere dal grigiore quotidiano. Per chi ha vissuto queste fondamentali esperienze di crescita con gli amici di infanzia in un’epica cornice. E per chi avrebbe voluto viverle…”.

E’ un romanzo autobiografico che abbraccia infanzia, adolescenza e maturità (???), esalta la spensieratezza di quei periodi ed enfatizza, oltre questi luoghi stupendi, la genuinità delle storie e il rimpianto di un mondo, quello agreste, che potrebbe sparire. Una certa influenza, su questo romanzo, possono averla avuta, in piccola misura, il “Decameron” di Boccaccio e “La Divina Commedia” di Dante Alighieri, nonché un paio di pellicole quali “Amici miei” di Mario Monicelli e “Stand by me” di Rob Reiner, tratto dalla raccolta “Stagioni diverse” di Stephen King. Volutamente l’autore ha adoperato un linguaggio odierno, senza “foglie di fico”.  Ogni pagina è ispirata a vari motivi di “cult bands” delle nuove generazioni, creando l’atmosfera di un’epoca ruggente a cavallo degli anni Ottanta, quando l’atmosfera era magica, fatata, straordinaria. Eccezionale. Ogni capitolo ha per occhiello una citazione latina, tradotta in italiano e resa con una massima omologa in dialetto ligure. Al di là dell’aria sbarazzina, si rivela raffinatezza linguistica e un background culturale classico. Il libro non vuole solo intrattenere, ma anche lasciare una traccia, se non proprio insegnamenti.