Il Casinò di Sanremo è considerato una risorsa irrinunciabile e il tema sta particolarmente a cuore ai cittadini. Negli ultimi anni le risorse per il Comune sono diminuite per via della crisi economica ma tutti si attendono che possa iniziare una nuova era, quella della ripresa, quella di cui cittadini hanno bisogno.
Gli stessi cittadini spesso segnalano la profonda distanza tra Casinò e popolazione: lo provano i malumori quando i dipendenti protestano (a torto o a ragione) con scioperi che provocano la chiusura dell'azienda creando tensioni nient'affatto casuali, in un momento di difficile congiuntura, con tutte le attività commerciali che ne fanno le spese. Tra le stesse maestranze le divergenze sono sotto gli occhi di tutti anche se a lungo occultate quando dopo il referendum del 19 aprile sono emersi apertamente i contrasti. Contrasti che oggi potrebbero venire a mancare visto il clima di incertezza che impone lo sbarramento delle divergenze per tentare di conciliare gli opposti. L'imbarazzo è palpabile ma sul fronte sindacale, che deve decidere in pochi giorni quale strada intraprendere per uscire dalla profonda crisi economica ed i problemi ad essa collegati, si ostenta ottimismo.
Le cinque sigle sindacali hanno chiesto, unitariamente, al Cda si posticipare ad altra data l'incontro in programma nella mattinata di oggi (è stata posticipata a lunedì) perchè nello stesso giorno riuniranno i loro stati generali per fare sintesi su una proposta di accordo condivisa affinchè venga archiviata definitivamente dall'azienda la ‘jattura’ dei licenziamenti collettivi (che la dice lunga di quanto seria è la crisi). Come dicevamo, le organizzazioni sindacali, spesso in dura lotta tra loro con legami sino ad oggi logorati, con una certa e lodevole ragionevolezza stanno dimostrando di voler le larghe intese, vogliono superare il problema e stanno lavorando con tutte le difficoltà del caso, alla stesura di un accordo tampone per gestire, in una sorta di transizione, l'anno in corso.
Ma si possono immaginare anche soluzioni meno impegnative che non precludano un intervento al Ministero per la richiesta per i contratti di solidarietà (il prolungarsi della crisi ha portato all'esaurimento dei soldi) cosa che in caso di possibile applicazione sarebbero più onerosi per i lavoratori e il mestiere del sindacalista è quello di trattare concretamente i dati del puro presente da pesare perché bisogna pensare anche al futuro. Gli argomenti sul tavolo prevedono il taglio alle spese generali,la riduzione del costo del lavoro (previsti tagli salariali in base al reddito), il ricorso all'esodo incentivato, alla riorganizzazione mirata ad ottenere maggiore produttività con la conseguente manovra di messa in sicurezza che appare con queste premesse più affidabile allontanando il prolungarsi della crisi.