Si terrà questo fine settimana a Sanremo un nuovo stage gratuito per principianti dedicato a ‘Meditare come l'oceano, ovvero: l'ampiezza’. Gli incontri si svolgeranno a scelta giovedì 16 maggio alle 18 e alle 19, venerdì 17 maggio alle 13, alle 14 e alle 15, sabato 18 maggio alle 17 e domenica 19 maggio alle 11, presso lo 'Yoga Sanremo' in Via Padre Semeria 174. Per maggiori informazioni si può contattare il numero 340-8007000, scrivere alla mail yogasanremo@libero.it o consultare il sito www.yogasanremo.blogspot.it e il gruppo Facebook www.facebook.com.
Osservare il movimento del respiro significa osservare la vita che cambia, l’energia che muta. Significa che ogni attimo è diverso dall’altro. Che non c’è osservazione di un movimento che sia valida anche per il momento successivo.
Il respiro ha innumerevoli modalità d’espressione: a seconda del nostro stato corporeo, psicologico, emotivo, spirituale, cambia. Sceglie come e dove muoversi in noi. Come e dove portare energia. Come e dove calmare. Come e dove tonificare. L’arte del respiro è connessa allo yoga, alla meditazione, e anche alla preghiera, come aveva ben intuito la tradizione esicasta.
Ma il respiro cos’è? Che ruolo ha rispetto alla vita del corpo, della mente, dello spirito? E che senso ha ascoltarlo? Nessuno ci insegna a scorgere nel respiro addominale l’inizio di un certo nostro stato d’animo e in quello toracico la traccia di un altro; né ci viene spiegato che a seconda del fatto che la nostra inspirazione sia lunga o breve, o più lunga o più breve rispetto all’espirazione, possiamo trovarci in una condizione fisica e interiore del tutto differente.
Né ci viene spiegato che, una volta appresa l’osservazione, possiamo anche divenire capaci di intervenire, modificare, mutare certi stati d’animo: rilassarci quando siamo troppo tesi, stimolare l’energia quando siamo depressi, trovare calma e distacco quando ci sentiamo trascinati e dispersi.
In un corpo fermato il movimento del respiro è naturalmente lento e tranquillo. Inspirazione ed espirazione si succedono ritmicamente, con naturalezza e senza fretta. Non c’è bisogno di assorbire velocemente nuova aria, come non c’è bisogno di espellerla violentemente. Inspiro ed espiro fluiscono lenti, l’uno dietro l’altro, alternandosi.
Come le onde del mare, come le onde dell’oceano. L’aria, come l’acqua, va e viene. Ininterrottamente. Fluendo. L’andare e il venire sono talvolta impetuosi, talvolta calmi. Ma più sono calmi e più sono vicini alla quiete. A quella quiete sopra la quale anche le onde dell’oceano si muovono, formando la superficie. Immediatamente sotto le onde, infatti, sotto la superficie dell’acqua, nelle profondità del mare e dell’oceano, c’è la calma, il silenzio, l’acqua quieta.
Colui che ascolta attentamente la sua respirazione, insegna padre Serafino, non è lontano da Dio. Ascolta chi giace al limite della tua espirazione. Ascolta chi si trova al principio della tua inspirazione.
E’ la scoperta che “sono da Altro”. La pausa del respiro mi immette nel contatto silenzioso con un Altro che è prima ancora del mio essere. E che ne è Fonte. E’ il fondamento che mi dà stabilità, è la Stella che mi verticalizza, è la Sorgente da cui scaturisce il fluire della mia energia.
Yoga Sanremo
- Associati FIY (Federazione Italiana Yoga) e CONACREIS (Coordinamento Nazionale; Associazioni e Comunità di Ricerca Etica, Interiore e Spirituale)
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Telefono - 340 8007000
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