Al Direttore - 16 aprile 2013, 08:39

Ventimiglia: primi sfratti alle case di Peglia, la lettera della figlia del primo sfrattato

Katia Papalia, figlia di Angelo il primo ‘sfrattato’ delle case di Peglia, ci ha scritto dopo quanto accaduto ieri:

“In realtà  sono 3 le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro case oggi, ma non sopportando di doverci veder portare via quello che per 30 anni i nostri genitori avevano duramente costruito abbiamo preferito non essere presenti. Personalmente non ho voluto che mia figlia di 7 anni assistesse ne venisse traumatizzata vedendosi sbattere fuori dalla casa nella quale è cresciuta, e prima di lei, nella quale siamo cresciuti io e mio fratello. Abbiamo passato gli ultimi anni a lottare per far valere i nostri diritti ma si sa che in Italia vincono i ricchi e i cavilli legali. Voglio però sottolineare che al di là delle dichiarazioni poco sensate e dettate dalla rabbia fatte da mio padre, il Comune è pienamente responsabile di questa situazione e se non dovessimo riuscire a risolvere la questione comprando i terreni, è contro di lui che ci rivolteremo! Denunceremo i fatti per come sono avvenuti a chi ha il potere di giudicare un comune in Europa, denunceremo i tanti responsabili che per anni ci hanno ingannati con le loro promesse e usati per ricevere voti! Non avrebbero dovuto ignorare gli abusi che si susseguivano dagli anni ’60: esistono leggi sull'abuso edilizio e, quindi, avrebbero dovuto farle rispettare demolendo quelli che al tempo erano solo depositi per gli attrezzi; non avrebbero dovuto assecondare gli abusi accettando condoni edilizi che non potevano essere accettati (non si può condonare un immobile sul terreno di proprietà di qualcun' altro!), non avrebbero dovuto promettere sanatorie e mediazioni per risolvere quella che ormai era diventata una battaglia legale, ma se avessero fatto quello che andava fatto adesso non ci troveremmo in questa situazione! Per qualcuno che ancora non conosce bene la storia noi siamo ancora ‘gli abusivi’, ma in realtà la maggior parte delle persone che sono nella nostra situazione, ha lavorato sodo per costruirsi una casa, ha pagato condoni e tasse varie, nessuno ci ha regalato niente. Perché non li tira fuori il comune 550mila euro per comprare i terreni? Sarebbe molto più semplice e anche giusto visto il risultato del lavoro delle precedenti amministrazioni! Con i tempi che corrono e senza garanzie, come pensano che si possano trovare 550 mila€? Pensano che aver impedito all'Ikea l'acquisto del terreno perché c'eravamo noi sopra, evitando così possibili ritorsioni (perché è così che sono andate le cose!) li possa far sembrare più compassionevoli? Non sarebbe stato meglio risarcire questi poveri ‘abusivi illusi’ dando una casa a chi ne aveva acquisito il diritto avendo pagato dei condoni, e lasciando che l'Ikea desse da lavorare! Sono i giovani, quelli come me,mio fratello e i miei cugini che si ritrovano oggi a dover pagare per l'ignoranza dei genitori e dei nonni, ma indubbiamente la responsabilità maggiore va attribuita allo squallido modo in cui Ventimiglia è stata amministrata negli ultimi 30 anni”.