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Cronaca | 01 aprile 2013, 07:31

Domani al santuario di Bussana i funerali di Giovanni Vittani, l’ultimo sanremese scampato all’affondamento della corazzata 'Roma'

Ai funerali prenderanno parte rappresentanze dei combattenti e reduci e alcuni dei diciassette superstiti della Roma ancora in vita sparsi per il mondo.

Giovanni Vittani appena arruolato

Giovanni Vittani appena arruolato

Verranno celebrati domani alle 16.30, presso la chiesa del Sacro Cuore a Bussana di Sanremo le esequie funebri di Giovanni Vittani, (detto ù Russin) l’ultimo matuziano, superstite dell’affondamento della Corazzata Roma, deceduto sabato scorso a 89 anni.

Ai funerali prenderanno parte rappresentanze dei combattenti e reduci e alcuni dei diciassette superstiti della Roma ancora in vita sparsi per il mondo. “La morte di Giovanni – spiega il sanremese Andrea Amici, uno degli animatori dell’Associazione dei reduci della Roma – grazie al web è stata resa nota in ogni luogo, soprattutto in Italia ed ha destato molta commozione, Testimoniata da telegrammi e mail che arrivano in continuazione. Giovanni infatti era molto conosciuto in seno all’associazione; nel marzo 2007 la sua testimonianza ad una cerimonia che si era svolta nella capitale, all’altare della Patria, era stata molto apprezzata per la lucidità e la dovizia di particolari sulla vita di bordo e sull’affondamento”.

Al funerale prenderà parte una rappresentanza ufficiale del Comune di Sanremo, guidata dal sindaco Maurizio Zoccarato,”Se un impedimento istituzionale non mi richiamerà fuori dalla città”. Il vice sindaco Claudi Lolli da noi raggiunta telefonicamente è rimasta molto colpita dalla,triste notizia. “La vicenda della nave da battaglia ROMA era molto conosciuta in casa mia e conoscevamo Vittani e gli altre tre superstiti deceduti negli anni, prima di lui – ha detto – Mio padre Andrea, ex ufficiale di Marina, avrebbe dovuto imbarcarsi sulla Roma se non fosse stata ancora in allestimento al momento in cui egli esercitò la scelta per quella destinazione, come allievo meritevole del suo corso. Fu mio padre come Sindaco di Sanremo a promuovere i primi raduni dei superstiti della Roma, nella città dei fiori, nel 1968. Conobbe allora  Giovanni Vittani, Mario Varrone, Marco Bianco, Italo Pizzo. La scomparsa dell’ultimo di quel quartetto ci addolora profondamente. Giovanni ci ha lasciato ieri, ma non ci lascia il ricordo di persone che hanno reso Onore all’Italia nel passato e per il suo futuro”.

Tra le armi presenti ci sarà una rappresentanza dei Carabinieri. “E’ dovuto ad un fatto particolare dei drammatici momenti che seguirono all’affondamento della grande Nave da Battaglia – spiega Andrea Amici – quando la Roma, spezzata in due tronconi, affondò, in superficie  restarono decine e decine di uomini, vivi feriti, ustionati e morti. Le navi della scorta si diedero subito da fare per soccorrere i feriti e recuperare i superstiti. Il cacciatorpediniere “Carabiniere” stava per lasciare la zona di operazioni quando un marinaio avvistò Vittani e si accorse che era ancora vivo. Fù l’ultimo ad essere recuperato dal caccia che poi fece rotta, a tutta forza, per Mahon nella spagnola Isola di Minorca, dove poterono essere prestati i soccorsi urgenti e necessari ai marinai orribilmente ustionati dall’esplosione della casamatta della Roma”.

Dopo settant’anni Giovanni Vittani, con gli onori della Marina Militare e circondato dall’affetto dei quattro figli e della moglie,  si appresta a tornare a bordo della sua bella nave. Nel sacrario sommerso rappresentato dal relitto, che la Marina non ha voluto toccare, dopo il suo rinvenimento nel giugno 2012, a 1000 metri di profondità nel golfo dell’Asinara a 16 miglia dalla costa sarda, riposano, da quel 9 settembre 1943, 1401 marinai e il comandante in capo delle forze navali da battaglia italiane Ammiraglio di squadra Carlo Bergamini, oltre a gran parte, ormai, dei 622 scampati.

Carlo Michero

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