“Vorrei entrare nel merito dell’incontro promosso da SEL venerdì sera, per evitare letture confuse: quanto riportato in merito al mio intervento potrebbe comportare grosse confusioni. Una prima precisazione: come io la pensassi in merito all’ex sindaco Strescino l’ho scritto chiaramente allora. Ritenevo che l’operazione di sottoscrivere col centrodestra la sfiducia fosse un gesto sbagliato e che sarebbe stato opportuno far cadere il sindaco su scelte non condivise”.
Lo scrive Gabriella Badano, al termine dell’incontro di SEL di venerdì scorso e che prosegue: “Ricordo l’affermazione dell’allora opposizione ‘Un periodo di commissariamento non può che far bene alla città…’ Ai cittadini, oggi, dopo dieci mesi, il giudizio. Riaffermo che il gesto di Strescino è stato coraggioso, ma non bisogna equivocare sul tipo di confronto che allora ritenevo corretto: un confronto in Consiglio nel merito delle proposte. Credo di poter dire che oggi, quasi un anno dopo , si può formulare un giudizio sull’efficacia di quella scelta, soprattutto in relazione alle prospettive, oggi tradotte in scelte concrete, delle allora, forze di opposizione. Nei dieci mesi passati le forze politiche di opposizione (da informazioni ricevute perché non ho partecipato) si sono avvitate in ‘tavoli della politica’ tutte incentrate in logiche interne che non hanno in alcun modo coinvolto non dico la città, ma quanti, associazioni, altri partiti, movimenti potevano formulare proposte e contributi nel merito del percorso. Oggi il Pd che riteneva ineludibile far cadere il prima possibile il governo Strescino bis, candida il vicesindaco di quel governo a proprio candidato sindaco. Dice di avere ragioni forti, certamente per i più risultano incomprensibili”
“La riunione promossa da SEL – termina Gabriella Badano - ha raccolto partiti, movimenti, cittadini con storia recente e prospettive politiche diverse,a volte antitetiche, accomunati dal riaffermare, a premessa di ogni ragionamento, in modo quasi ossessivo, la propria collocazione ideologica. Non so quantificare la presenza, in città nella prospettiva amministrativa, del movimento cinque stelle. So per certo che una parte di città chiede alla politica (credo esista ancora chi creda alla Politica) di poter avere una speranza, la speranza di cambiamento reso possibile da persone oneste, capaci, lontane dal sistema di potere e di affari intrecciato con la politica. Farsi ascoltare oggi è difficilissimo, è presente il rischio della riproposizione di schemi programmatici consueti ed è difficile anche parlare il linguaggio concreto delle proposte sul traffico, il vivere in modo sostenibile, il porto, i rifiuti, il lavoro e il tempo libero, il pane e le rose. Imperia poteva guardare il futuro con l’ottimismo concreto di chi prova a cambiare. Oggi prevale lo sconforto per l’allontanarsi di questa prospettiva”.