Politica - 15 marzo 2013, 15:55

Gli edili della provincia di Imperia chiedono un incontro a Provincia e Regione sul PTR

"In un periodo gravissimo come quello che stiamo attraversando, assistere alle ‘vicende politiche’ che tutti i giorni appaiono sempre più irresponsabili e lontane dalla realtà, fa pensare che non ci sia da parte di chi dovrebbe preoccuparsi di governare, la consapevolezza della situazione".

L’Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) di Imperia ha promosso un’iniziativa di approfondimento sull’argomento del PTR (Piano Territoriale Regionale).

In un primo incontro con i rappresentanti degli Ordini professionali degli Ingegneri, degli Architetti e dei Geometri nonché con il Rappresentante della Provincia, Amministrazione Provinciale, si è condivisa la decisione di richiedere un incontro al Presidente della Regione Liguria al fine di  istituire un tavolo tecnico dove poter preventivamente discutere delle criticità e delle problematiche che il PTR potrebbe evidenziare. Inoltre, su proposta del tecnico della Provincia, è stato deciso un incontro con i Sindaci del territorio provinciale che è stato organizzato presso la Sala dei Comuni dell’Amministrazione Provinciale per il 20 marzo alle 9.

“Attendiamo, quindi – evidenzia il presidente Olimpio Lanteri - fiduciosi il prossimo incontro con l’Amministrazione Provinciale e i successivi incontro con la Regione al fine di poter condividere le nostre preoccupazioni sul futuro del nostro territorio. Ancora una volta siamo costretti a denunciare la drammatica situazione in cui si trovano le aziende del settore. Da troppo tempo diciamo che non è più possibile andare avanti. Purtroppo pare che nessuno, se non le stesse imprese, si sia ancora reso conto che siamo alla fine della corsa; troppa gente è senza lavoro, le aziende del settore, quelle che non hanno ancora chiuso, sono in gravissime situazioni, hanno esaurito le scorte e le forze. Il settore dell’edilizia ha superato il limite di sopravvivenza; l’andamento attuale, che si aggrava di mese in mese, non lascia alcun dubbio. Se non verranno presi provvedimenti immediati ed importanti tali da invertire il processo in corso, entro il 2013, il settore delle costruzioni verrà cancellato o quasi".

I dati che ci giungono dalla Cassa Edile sono catastrofici, eccone alcuni:
- nell’ottobre del 2009 avevamo 822 imprese iscritte, ad ottobre del 2012 ne abbiamo 220 in meno con una perdita corrispondente al 26,76%
- sempre nell’ottobre 2009 avevamo 3382 operai iscritti, ad ottobre 2012 ne abbiamo 1096 in meno con una perdita corrispondente al 32,41%”.

“Non solo – termina Lanteri - l’ultimo trimestre 2012 evidenzia un ulteriore calo percentuale. I sempre più stringenti vincoli di bilancio costringono le Pubbliche Amministrazioni all’impossibilità di spesa e quindi al blocco totale degli appalti per le opere pubbliche. La stretta creditizia delle banche, la pesantezza burocratica per le autorizzazioni, la mancanza di strumenti urbanistici idonei, hanno paralizzato il settore immobiliare. I tempi troppo lunghi con cui la P.A. paga i lavori (quelli fatti in precedenza perché al momento quelli nuovi sono pochissimi) hanno ulteriormente messo in crisi le imprese. Tali situazioni, insieme all’andamento generale disastroso a cui stiamo assistendo, hanno come prima grave conseguenza l’aumento vertiginoso della disoccupazione che, ormai, ha raggiunto un livello molto preoccupante. In un periodo gravissimo come quello che stiamo attraversando, assistere alle ‘vicende politiche’ che tutti i giorni appaiono sempre più irresponsabili e lontane dalla realtà, fa pensare che non ci sia da parte di chi dovrebbe preoccuparsi di governare, la consapevolezza della situazione. L’appello disperato che rivolgiamo agli Amministratori pubblici, alle Istituzioni tutte, è di prendere subito delle decisioni atte a sbloccare questa situazione, dimostrando responsabilità e coscienza. Noi, come sempre, siamo pronti a tirarci su le maniche, dobbiamo solo poterlo fare”.