Eventi - 11 marzo 2013, 08:21

Pieve di Teco: domenica prossima le premiazioni dell'8° Festival d'Arte Drammatica

L’Associazione Culturale ‘Imperiateatro’ ed i ‘Cattivi di Cuore’ nell’ambito della manifestazione presentano: ‘Il trittico delle gabbie’ di Stefano Massini.

Domenica prossima alle 17.30, al Teatro ‘Salvini’ di Pieve di Teco, si svolge la serata conclusiva e le premiazioni dell’8° Festival Nazionale d’Arte Drammatica ‘Questo piccolo grande teatro’.

L’Associazione Culturale ‘Imperiateatro’ ed i ‘Cattivi di Cuore’ nell’ambito della manifestazione presentano: ‘Il trittico delle gabbie’ di Stefano Massini. Con Giorgia Brusco, Chiara Giribaldi, Enzo Tota, Anna Maria Fusco Girard e la Regia di Gino Brusco. A seguire la Cerimonia di premiazione del Festival con l’attribuzione dei premi assegnati dalla Giuria qualificata e del premio del pubblico. 

La trilogia si compone di tre dialoghi autonomi, ambientati nel parlatorio di un carcere al giorno d’oggi.

La gabbia (figlia di notaio). Una madre, scrittrice di romanzi commerciali, visita per la prima volta la figlia ex brigatista in carcere da una decina d’anni. La figlia si barrica dietro una ferrea ideologia di critica radicale della società. Si è costruita la sua gabbia mentale, secondo un processo identico, pur con esiti diversi, a quello della madre, in quanto derivano entrambi dalla stessa posizione verso il mondo: “Ci fa schifo la realtà e io e te cerchiamo di scappare”.

Zone d’ombra. Una figlia fa visita al padre, affermato professore universitario colpevole di aver autorizzato la costruzione di un condominio su un terreno friabile, provocando un disastro. Aleggia un’atmosfera di tensioni ed emozioni. “A volte le gabbie non si vedono, ma pur sempre gabbie sono”. E nelle gabbie ci sono le “zone d’ombra”, in cui si annidano cose volutamente dimenticate. L’ultima domanda della figlia diventa un drammatico e inutile appello di verità: “Che altro c’è nell’ombra?”.

Versione dei fatti. Il dialogo tra un’anziana signora, accusata di aver causato la morte del figlio tenuto in vita per sedici anni in modo artificiale, e una giovane legale incaricata della sua difesa d’ufficio. E’ uno scontro tra le parole evasive della detenuta e il rigore formale dell’avvocatessa che cerca di ricostruire la versione dei fatti per preparare la difesa dell’assistita. “In quella stanza c’è un corpo. La stanza è piena di macchine. Non ho ucciso il corpo. Ho ucciso la macchina”.

Lo spettacolo, suddiviso su 3 atti, ha una durata complessiva di 2 ore 15 minuti.
BIGLIETTI platea €.   12,00 - balconate €.   10,00
PRENOTAZIONI al numero 339-3640601
Al termine dello spettacolo, gli spettatori potranno incontrare gli artisti, nel corso di un rinfresco allestito presso l’adiacente Casa Sibilla.