Politica - 07 marzo 2013, 16:13

Sanremo: crisi del Casinò e piano d'impresa. Il PD denuncia gli sprechi, Andrea Gorlero "Situazione di non ritorno"

Le manovre contenute nel piano di impresa approvato dal consiglio comunale di Sanremo non convincono i consiglieri del Pd Andrea Gorlero, Leandro Faraldi e Domenico Infante intervenuti duramente sull'attuale gestione della casa da gioco

I rappresentanti del Pd

Una situazione di non ritorno”: così il Partito Democratico di Sanremo ha definito lo stato della casa da gioco matuziana. Le manovre contenute nel piano di impresa del Casinò non convincono i consiglieri del partito di opposizione Andrea Gorlero, Leandro Faraldi e Domenico Infante, intervenuti questa mattina, insieme al segretario cittadino Mario Robaldo, sull'attuale gestione della casa da gioco denunciando sprechi e scelte gestionali inadatte anche da parte dell'amministrazione comunale.

I numeri sono allarmanti: il piano di impresa del casinò prevede alla fine del 2014 uno squilibrio di cassa di 6 milioni 324 mila 159 euro. “Siamo al meno 23% introiti nei primi due mesi rispetto all'anno scorso. Se il trend dovesse continuare o anche ridursi ci troveremmo di fronte ad uno squilibrio minimo di oltre 3 milioni di euro. Non solo, rispetto a quanto prospettato nel piano di impresa, le manovre che Casinò Spa sta provando ad illustrare, determinano minori recuperi per un milione di euro” ha sottolineato il capogruppo del Pd in consiglio comunale Gorlero.

Una situazione in continua discesa di fronte alla quale, secondo il Pd, il Comune non sarebbe più in grado di intervenire. “Tenendosi solo il 12% di introiti il Comune incassa una somma che non basta a coprire tasse e controlli comunali - ha ribadito Gorlero - La manovra non basta a mettere in sicurezza il conto azienda e mette in crisi i conti del Comune che non potrà intervenire con alcuna ricapitalizzazione. Con un incasso inferiore a 44 milioni di euro il Comune non avrà soldi per coprire le spese e quindi i cittadini dovranno pagarne i costi attraverso le tesse”.

Sul tavolo però c'è soprattutto la delicata questione del costo del lavoro. Il piano di impresa prevede una riduzione della voce personale di circa 5 milioni 324mila euro, ma per il Pd le manovre contenute nel piano di impresa sono assolutamente insufficienti. Anziché predisporre un taglio indiscriminato fino a 350 euro sugli stipendi al mese il partito conferma che si potrebbe attuare il contratto di solidarietà come avvenuto già per il Casinò di Campione su proposta dei sindacati risparmiando fino a 8/9milioni di euro. Prima però, avverte il Pd, è necessaria una riorganizzazione della pianta organica.

Ed è proprio questo il primo dei 5 punti contenuti nella diffida inviata dal Pd sul casinò al comune e agli organi di controllo. All'interno del documento il Pd chiede di negare l'autorizzazione all'uso dei fondi di incentivazione all'esodo per gli usi richiesti dalla Casinò Spa e appunto ridurre il costo attraverso l'attivazione di procedure degli ammortizzatori sociali oltre ad altri due aspetti quali: la modifica alla convenzione dei proventi tra comune e casa da gioco passando da una cifra in % ad una cifra fissa; il blocco del conferimento dei beni immobili previsti dal piano di impresa.

Siamo stupiti, c'è l'esubero di personale (70 persone ndr) e c'è un continuo uso di personale interinale – commenta Leandro Faraldi – ci siamo chiesti come mai non si adottino dei sistemi di garanzie previsti dalla legge più vantaggiosi per i dipendenti. Ci sono dei sistemi, come accordo fatto alla Sinfonica che non permette di fare consulenze esterne e opta per la riqualificazione interna. Una volta riorganizzata la pianta organica si possono fare tagli del 25-30% (contratto di solidarietà ndr) in quel caso poi l'Inps rimborsa al dipendente l'80% del taglio”.

Non capisco perchè si incentivi la gente che dovrebbe già essere in pensione – afferma Infante – riduciamo adesso gli stipendi ai quadri ai croupier ma fra 6 mesi aggravandosi la situazione faranno altri tagli? Questi non sanno cosa fare, il problema secondo me è vedere quadro casinò in modo globale, quante persone ci vogliono ai giochi ai piani etc..”.

Insomma, il Pd auspica un atteggiamento virtuoso da parte dei responsabili e una politica di rigore sulle spese. Gli esempi sugli sprechi non mancano e a farli sono gli stessi rappresentanti citando alcuni casi presi in esami dove emergono alcune modalità di gestione del personale nella casa da gioco. E' il caso della casse di sala e rifornimento: vicenda che trova una soluzione in un accordo proposta dall'amministrazione ai sindacati e che va avanti dal 2010. Da allora, il Cda spende 300mila euro all'anno destinati al settore giochi chiamato ad assolvere le funzioni dell'altro settore abolito nel 2011. I cassieri della sala non hanno assunto le incombenze e queste vengono svolte da personale straordinario. Un altro esempio? Quello dei collaboratori slot circa 7- 8 persone diventati nel 2010 tecnici slot, passati dal 2° al 5° livello retributivo. Per sopperire alla mancanza emersa successivamente di collaboratori, oggi vengono pagati collaboratori esterni. Infine ancora, i costi dovuti al continuo rifacimento del layout della sale da gioco.

“Ogni spostamento costa dai 120 ai 150 mila euro, negli ultimi sei mesi ne sono stati fatti 3 o 4 - ha detto Gorlero – Adesso basta! Se non vedremo comportamenti virtuosi le pratiche finiranno alla Procura della Corte dei Conti, ci saranno specifici esposti con la quantificazione dei danni erariali”.

Silvia Iuliano