Gentile Sig. Piero De Negri, spero di farle cosa gradita, rispondendole attraverso la redazione, perché apprezzo le sue precisazioni, ma, allo stesso modo, ci tengo a non essere frainteso e, soprattutto, a spiegare il senso di alcuni dettagli della mia replica, motivando anche di alcune scelte del comitato Aurelia Bis sulle quali lei ha posto più volte vivacemente l’accento.
Spero, dunque, che non prenderà questo mio secondo intervento come una sorta di 'stoccata' da rivolgere alle sue osservazioni, quanto come il tentativo di instaurare un dialogo finalizzato alla reciproca comprensione e condivisione delle scelte.
Passo a ciò che mi preme. E’ innegabile il diritto di qualsiasi cittadino, a manifestare liberamente il proprio pensiero e, giammai ho anche solo pensato, di avere pretesa a che lei ne fosse privato, come se ne sono privati volontariamente, alcuni appartenenti al suo comitato, andando via dal nostro volontariamente, perché la cosa non l’interessava le loro proprietà, altri perché non erano guide protagoniste del comitato.
Pur ammettendo questo imprescindibile diritto costituzionale, della libertà di pensiero, condividendo altresì sulla libertà di esternarlo attraverso segnalazioni, lettere o scritti a testate giornalistiche, ciò che ha fatto sorgere la mia reazione è stato il suo attribuire direttamente il 'non va bene' al nostro operato, senza conoscere i fatti, o a spunto di pettegolezzi riportati da terze persone.
Finora, mi sono astenuto dall'intervenire personalmente, solo in virtù di una forma di rispetto che nutro verso i colleghi e ai quali, men che mai, vorrei sostituirmi, anche per, chiaramente, il rispetto delle rispettive precipue competenze e ruoli all’interno del comitato.
Tuttavia, spero vivamente che lei avrà più fiducia nel lavoro del comitato Aurelia bis, che saremo lieti se sottoposte valutarne le sue idee e confrontarle, se migliori accettarle, perché tutte le idee diventino realtà comuni per entrambi i comitati, e tutti gli imperiesi (lei, come io) osserviamo quotidianamente le regole che ci dovrebbero accompagnare come 'forma mentis' in ogni momento della nostra vita.
Cordialmente Giovanni Bonifazio".