Un nostro lettore, Davide Lupi, ex lavoratore della casa da gioco, ci ha scritto dopo la mail di Luca Rollè, facendo qualche distinguo:
“Luca asserisce che gli sprechi sono ancora molti e che non esiste solo il costo del personale a gravare sui bilanci di un' azienda. Io vorrei precisare che il costo del personale al Casinò di Sanremo grava per il 60 per cento dei costi mentre in un altra qualsiasi azienda graverebbe per la metà al massimo, ovvero un 30 per cento dei costi totali e anche meno! Luca asserisce di risparmiare sui costi di gestione ed io vorrei chiedergli cosa puà fare di più l’azienda, oltre a tagliare continuamente sulla promozione, sull’ospitalità, sugli spettacoli, sul servizio ristorazione, ovvero dove sono secondo lui gli sprechi di gestione se già per la clientela è stato tagliato di tutto e di più, quando invece la promozione dovrebbe essere al centro di un progetto di rilancio di un Casinò! Ricordo che il cliente in un Casinò dovrebbe essere al centro di tutte le attenzioni possibili per farlo giocare, spendere e tornare! Mi sembra che l’azienda stia procedendo alla sua riorganizzazione per contenere al massimo i costi ed in questo senso il ritorno degli uffici da via Nino Bixio alla casa madre vanno in questa direzione. Secondo Luca si dovrebbe allora procedere anche risparmiando su luce e acqua? Cioè: spegnete le luci quando uscite dalla stanza per favore oppure sciacquoni del water a rilascio controllato? Insomma, ed ora avallo le parole di Luca, bisogna ancora risparmiare, ovvio, ma più che sulla gestione o la promozione, suggerirei di risparmiare sui costi del personale ‘improduttivo’, e non sul personale ‘operativo’! Il gioco lavorato deve andare avanti comunque perché l’azienda comunque incassa o incasserà i suoi 40/45 milioni, per cui è ancora sana. Il problema sono tutti quegli stipendi da 70mila a 125mila euro lordi per numerosi quadri e numerosi dipendenti che di fatto sono uno ‘spreco’ che nessuno vuole denunciare. Parlo di personale improduttivo e dirigenti che per 6 ore al giorno guadagnano uno sproposito. Personale con diritti acquisiti, magari proprio nell’era dei commissari prefettizi, commissari che oggi vengono invocati da una parte dei sindacati. Personale non produttivo e costosissimo, protetto dagli stessi sindacati che oggi si scagliano solo sui du direttori generali assunti ultimamente e che verranno presto tagliati. Insomma personale e dirigenti non operativi che di fatto non producono ricchezza ma che rappresentano solo un costo ora troppo elevato per il Casinò. Luca forse dovrebbe fare dei distinguo, e ritengo che tutti si dovrebbe fare dei distinguo all interno di quell’azienda, perchè comunque l’azienda dovrà produrre, proteggere il gioco lavorato e le macchinette, promuovere iniziative e servizi per i clienti, e tagliare, tagliare, tagliare e ancora tagliare gli stipendi inutili ed elevatissimi, di troppa gente che in realtà non è produttiva ma che rappresenta solo un costo troppo oneroso, torno a dire, che oggi il Casinò ma anche la città intera non si può permettere. Faccio un appello ai lavoratori produttivi ed operativi della casa da gioco affinchè portino i sindacati allo scoperto, in modo da indicare dove sono i veri sprechi del personale. Se i sindacati continuano a proteggere tutti, anche perchè si vuole prendere consenso per un eventuale prossima campagna elettorale cittadina, tanti all interno e fuori dal Casinò ci rimetteranno, anche perchè il Casinò volente o nolente da ricchezza a tante persone in città. Come vedete la mia nonè la solita accusa ai croupier o al Casinò, che comunque deve produrre ricchezza per Sanremo, ma un auspicio a tagliare i veri costi improduttivi di parte del personale e di svariati privilegi acquisiti da troppi quadri, diventati insostenibili”.