Il Soroptmist Club di Sanremo, presieduto dalla Professoressa Lucinda Buja Giuliano, ha partecipato mercoledì, insieme alle socie, ospiti ed amici, presso l'Hotel Royal di Sanremo, ad una piacevole relazione tenuta dal Dottor Claudio Buja, sul tema ‘La Musica Italiana Moderna’.
Con l'ausilio di video il Dottor Buja, Amministratore Delegato del Gruppo Editoriale Universal Ricordi, Vicepresidente della Federazione Editori Musicali Italiani (FEM) e Docente presso l'Università Cattolica di Milano, ha guidato i partecipanti della serata in un viaggio entusiasmante attraverso la musica italiana degli ultimi 40 anni iniziando con Luigi Tenco interprete di “Lontano, lontano” ripreso dalla trasmissione “Scala Reale” del 1966; il cantautore si rivelò presto alternativo per i suoi tempi sia per i contenuti delle sue canzoni che per il suo look: cantava indossando un giubbotto di pelle lucida, un maglione dolcevita, con le mani nelle tasche e dal suo volto traspariva un senso di tristezza.
Nel 1970 Lucio Battista, ospite della trasmissione televisiva “Senza Rete” suonava al pianoforte “ E penso a te” scritta da Mogol, in cui si affrontava un rapporto amoroso a tre (tema scabroso peraltro spesso ripreso dal cantautore) circondato da giovani tipici dell'epoca che vestivano pantaloni a zampa di elefante e larghi camicioni; sempre nello stesso anno Fabrizio De Andre' stupiva con la canzone “Il testamento di Tito”, il nome di uno dei due ladroni (quello buono e pentito) crocifissi con Gesù Cristo, in cui il cantautore effettuava un'analisi sui dieci comandamenti; il testo faceva parte di un album “La buona novella" ispirato alle storie dei Vangeli Apocrifi. Nel 1972 Giorgio Gaber inneggiava sul tema “La Libertà” che “ non star sopra un albero né un volo di un moscone nè uno spazio libero ma partecipazione”.
Paolo Conte insieme con Vito Pallavicini fu l'autore di “Azzurro” (1968) una “ marcetta dettata da ragioni poetiche”, magistralmente interpretata e portata al successo da Adriano Celentano; il cantautore-avvocato astigiano riferì: “ Il giorno in cui Celentano registrò Azzurro portai a casa una copia del provino. Era tardi, ma mia madre era ancora alzata. Andammo tutti e due in cucina e accesi il magnetofono. Mia madre si mise a piangere. Mi domando ancora adesso quanto ci fosse, in quelle lacrime, di passato o di futuro”. Si è poi passati a Francesco De Gregori con “ I muscoli del Capitano” tratto dall'album “Il Titanic” (1982) ed al gruppo Elio e le Storie Tese che , travestiti da marziani e cantando “la Terra dei cachi” stupirono la platea dell' Ariston nel Festival di Sanremo 1996. Grande emozione ha suscitato l'ascolto del brano che Lucio Dalla dedicò ad Ayrton Senna (1994), insuperabile pilota di Formula Uno e fortemente impegnato in opere di beneficenza.
E ancora il gruppo rock italiano Baustelle interprete nel 2005 di “La guerra è finita” dedicata ad un'adolescente che vive una vita disordinata e trasgressiva e sceglie la morte come via di fuga; Francesco Guccini con un brano tratto da “ L' ultima Thule” uscito il 27 novembre 2012 con il quale il cantautore bolognese, all'età di 72 anni, ha deciso di terminare la sua attività e di non scrivere più canzoni e di non tenere più concerti, ed infine Francesco De Gregori con “L'Italia siamo noi”.
Il Dottor Buja con la sua relazione, molto apprezzata dai partecipanti alla serata, ha creato un'atmosfera densa di magia e di emozioni ; le canzoni infatti riescono a farci condividere sentimenti di commozione, di gioia, di tristezza, di entusiasmo e di piacere, ci fanno sognare e sperare. Tanti eventi della nostra vita, positivi o negativi, più o meno importanti, sono legati ad una canzone che ha il merito, riascoltata, di farceli rievocare... talvolta con un pò di nostalgia.