Unitre Sanremo, in questa fine di Febbraio 2013, causa le incombenti elezioni politiche, ha leggermente cambiato il suo programma. Dovendo rinunciare alla Sala degli Specchi di Palazzo Bellevue, Unitre Sanremo ha annullato la lezione di Lunedì 25 Febbraio e si è spostata nella prestigiosa Villa Nobel per la lezione di Venerdì 22 Febbraio.
I temi delle lezioni/conferenze si avvicendano ogni settimana destando curiosità nel pubblico pur essendo fra loro molto diversi. I docenti, tutti volontari, sanno trasmettere la cultura nei suoi messaggi essenziali, senza appesantimenti scolastici che sarebbero certamente fuori luogo. Per questo dopo due mesi, si può dire che Unitre Sanremo gode ormai di un pubblico di affezionati che non manca una lezione.
Lunedì 18 Febbraio, il Sig. Sergio Tron, socio fondatore della condotta Slow Food Riviera di Ponente ed Alpi Marittime, ha riepilogato la storia della sua associazione nata in Piemonte ma estesasi all’Europa e dialogante ormai col mondo intero. Come molte cose nuove anche Slow Food nasce da una crisi, la terribile vicenda del vino al metanolo che negli anni ottanta del secolo scorso fece alcune vittime e danneggiò gravemente l’immagine del vino piemontese. Era urgente diffondere la cultura della qualità e del prodotto tipico per recuperare rispetto alla dannosa e fallimentare sottocultura della produzione gonfiata e del profitto immediato.
Il fondatore di Slow Food Carlin Petrini, si dedicò alla cultura del buon vino e del buon cibo, in antitesi ai fast food che sembravano allora prevalere, sviluppando varie iniziative editoriali fra cui la pubblicazione di una guida delle osterie d’Italia, senza camerieri in giacca bianca, ma con buona cucina locale e prezzi contenuti. La paziente tessitura di rapporti con i piccoli produttori agroalimentari e la definizione di Presidi Slow Food per prodotti tipici di qualità, ha portato Slow Food ad organizzare negli anni manifestazioni di successo come Slow Fish per le specialità del mare, che si tiene a Genova in primavera ed in autunno (stagione di vendemmia e di trattamento del cibo in vista dell’inverno) a Bra (CN) Cheese per il formaggio ed a Torino il Salone del Gusto che nel nome ricorda il Salone dell’Automobile, ma ha migliaia di espositori che si dedicano con passione a produrre cibo di qualità, probabilmente più utile all’uomo delle quattro ruote.
Ma anche nel Ponente Ligure, diversi Presidi Slow Food sono stati definiti, per esempio i fagioli di Pigna, Badalucco e Conio, l’aglio di Vessalico ,il carciofo di Perinaldo e le tome di pecora brigasca. Negli ultimi anni al Salone del Gusto si è affiancata anche la grande manifestazione Terra Madre, che accoglie i piccoli produttori del mondo costituendo una rete mondiale delle comunità del cibo per una agricoltura che preservi la biodiversità e riduca l’impatto ambientale provocato dall’agricoltura intensiva. Il Sig. Tron ha citato a conclusione un suggestivo proverbio africano che recita: se vuoi andare svelto, vai da solo, se vuoi andare lontano, andiamo insieme.
Venerdì 22 Febbraio, il Dott. Cesare Depaulis, giovane musicista e musicologo, ha condotto idealmente per mano i presenti, praticamente tutti più anziani di lui a considerare la drammaturgia verdiana non come opera classica mummificata, ma come opera moderna, certamente rivoluzionaria per l’ottocento, ma utile anche oggi per capire come l’evoluzione culturale sia possibile quando l’artista sa cogliere e dare voce a fermenti già presenti nella società anche se repressi. Nonostante i gravi lutti familiari, Verdi non ancora trentenne compone di getto l’opera Nabucco ed il suo celebre brano corale degli schiavi ebrei “ Va pensiero” così suggestivo delle condizioni del popolo italiano oppresso dalle dominazioni straniere. In effetti Verdi spesso aggirò la censura austriaca per i suoi melodrammi ma anche sfidò i benpensanti dell’epoca vivendo more uxorio con la cantante Giuseppina Strepponi, per questo pesantemente contestato nella natia Busseto. Il Dott. Depaulis, ha fatto ascoltare alcuni brani registrati di due opere, il Rigoletto e la Traviata, sottolineandone le novità musicali e culturali con chiare spiegazioni e piacevoli accenni al pianoforte.
Rigoletto e Traviata sono due protagonisti tormentati e perdenti, in netto contrasto con le opere di altri autori, che miravano a sbalordire il pubblico con la magnificenza delle corti principesche. Verdi rappresenta piuttosto queste corti come luogo di falsità e corruzione. La vicenda di Rigoletto come noto si svolge nel cinquecento ed il pubblico magari non colse subito l’attualità della denuncia verso la corruzione del potere. La successiva Traviata ambientata proprio nell’ottocento e tratta da un romanzo di Dumas figlio con protagonista addirittura una prostituta era piuttosto dirompente rispetto alla mentalità dell’epoca. Eppure ebbe un successo strepitoso perché denunciava che l’autenticità dei sentimenti veniva schiacciata dalle convenzioni sociali e dagli interessi.
Il Dott. Depaulis ha fattto comprendere che il genio di Verdi è stato quello di esaltare le vicende sulla scena con passaggi musicali che comunicavano gioia, dolore, stupore, comicità ecc. Il canto di Violetta nella Traviata è sempre accompagnato da una musica che intreccia sincera passione e variazioni frivole ma nel tragico finale la sofferenza prevale e la musica quasi fa sentire il gocciolare delle lacrime.
Lunedì 25 Febbraio, LEZIONE ANNULLATA
Da Marzo Unitre Sanremo, torna a proporre le sue lezioni nella sede abituale di Palazzo Belllevue, Sala degli Specchi.
Venerdì 1° Marzo, TEATRO, Nascita e sviluppo di un genere: la commedia italiana del Cinquecento. Ariosto, Machiavelli, Ruzante, Prof. Mauro Canova
Roberto Barbaruolo