Festival di Sanremo - 17 febbraio 2013, 12:41

Sanremo 2013: la classifica finale, la giuria di qualità era per Elio, Malika e Gualazzi

I dettagli del verdetto e le percentuali di voto nel rush finale

Le votazioni nell'ultima serata del Festival di Sanremo, basate tra le media dei voti della giuria di qualità e quelli del televoto ha generato questa classifica: Marco Mengoni, Elio e le storie tese, i Modà, Malika Ayane, Raphael Gualazzi, Daniele Silvestri, Max Gazzè, Chiara, Annalisa, Maria Nazionale, Simone Cristicchi, Marta sui tubi, Simona Molinari e Peter Cincotti e infine Almamegretta.

A spiegare il sistema è Aldo Pagnoncelli che indica i dettagli nella media tra televoto e giuria di qualità. Quest'anno ad esprimersi sulle canzoni in concorso, Nicola Piovani, il presidente e gli altri componenti: Eleonora Abbagnato, Stefano Bartezzaghi, Cecilia Chailly, Claudio Coccoluto, Serena Dandini, Paolo Giordano, Nicoletta Mantovani, Rita Marcotulli, Neri Marcorè e Beppe Fiorello, loro due hanno sostituito Carlo Verdone assente giustificato per un grave ascesso.

Alla fine il televoto, in base alla media tra giovedì e sabato, si era espresso così: Marco Mengoni, Modà, Annalisa, Chiara, Raphael Gualazzi, Elio e le Storie Tese, Maria Nazionale, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Simona Molinari e Cincotti, Malika Ayane, Max Gazzè, Marta sui tubi, Almamegretta.

Diversamente la giuria di qualità invece aveva dato Elio come vincitore, seguito da Malika Ayane, Gualazzi, Silvestri, Gazzè, Mengoni, Modà, Chiara a pari merito con Marta sui tubi, Maria Nazionale, Simone Cristicchi, Annalisa, Simona Molinari e Peter Cincotti a pari merito con Almamegretta.

Anche nel rush finale c’è stata grande diversità tra i due sistemi di voto, col televoto questa era stata la percentuale: Mengoni al 44%, Modà al 34 %, ed Elio al 22 %, diversamente i giurati premiavano Elio al 43 % ed a pari merito i Modà e Mengoni con il 28%. Di fatto giuria di qualità esprimeva tre voti per la canzone preferita, due alla seconda uno alla terza, quindi c’era un peso maggiore mentre il televoto era più omogeneo, ha spiegato Pagnoncelli.

Stefano Michero