Dopo aver fatto parlare tanto di se stasera all'interno di Sanremo Story, penultima serata del Festival, è stata inaugurata la statua dedicata a Mike Bongiorno. Un evento nell'evento, che ha visto la partecipazione di tutta la famiglia del presentatore, la moglie Daniela Zuccoli ed i figli Leonardo, Nicolò e Michele Pietro Filippo. Al loro fianco ovviamente il presentatore di questa edizione della kermesse Fabio Fazio e l'assessore Antonio Fera, in rappresentanza dell'amministrazione comunale.
Proprio il membro della giunta ha avuto un ruolo determinante nel portare a termine questo progetto, a costo zero, in quanto ogni spesa è stata affrontata generosamente dalla famiglia del presentatore, scomparso l'8 settembre 2009 a Monte Carlo. Questa effige che rappresenta una delle colonne della televisione italiana è stata posizionata in via Escoffier all'angolo con corso Matteotti, nel salotto di Sanremo, a pochi passi dal teatro Ariston dove per una settimana di tantissime edizioni, Bongiorno era di casa a Sanremo. Infatti, Mike aveva all'attivo ben 11 edizioni di questa kermesse quando si è spento.
Da stasera la statua dedicata a Mike Bongiorno sarà visibile a tutti ed in tantissimi si sono accalcati dietro alle transenne per assistere alla cerimonia. Unica ma gravissima nota stonata il fatto che non sia stata minimamente citata la città di Sanremo e la sua amministrazione, nonostante vi fosse un rappresentante proprio lì, se vogliamo una caduta di stile.
Questa statua nei suoi 2 metri circa, per oltre 2,5 quintali di bronzo rappresenta il Mike 'presentatore', con in mano una cartellina ed il suo motto più celebre 'allegria'. Si tratta di una scultura unica nel suo genere ma non la sola, infatti, in Italia ne sono state donate altre alle località legate alla vita di Bongiorno, ma ognuna di queste raffigura Mike in modo diverso. Nell'ottica dell'amministrazione questa effige rappresenterà anche un monumento alla memoria di una persona che ha consacrato il Festival, permettendone il successo col passare delle edizioni e per questo era giusto che vi fosse un ricordo tangibile nel centro della città. Di riflesso e certamente non di meno, c'era la necessità anche di fornire ai turisti un qualcosa che richiamasse al 'mondo' che ruota intorno al Festival, in quanto i riferimenti ad esso nel resto della città sono pressoché assenti.