“In occasione dell’ormai prossimo 105° anniversario dell’inizio del soggiorno a Oneglia di Mussolini, mi è parso utile fornire ai suoi lettori qualche breve nota storica su questo importante avvenimento che ha interessato la nostra provincia all’inizio del secolo scorso”.
Lo scrive il Dott. Andrea Gandolfo, che prosegue: “Ecco il mio racconto (già da me pubblicato su ‘La Stampa’ di qualche tempo fa in forma di lettera e qui riproposto leggermente modificato, in occasione della ricorrenza):
Dopo l’esonero dall’incarico di maestro elementare da una scuola di Tolmezzo, in provincia di Udine, nell’agosto del 1907, Mussolini decise di tentare l’abilitazione all’insegnamento della lingua francese nella scuole secondarie a Bologna, nel mese di novembre. Conseguita l’abilitazione, nel febbraio 1908 un ufficio milanese di collocamento per insegnanti riuscì a procurargli un posto di insegnante di francese e istitutore presso la scuola tecnica annessa al Collegio Civico «Ulisse Calvi» di Oneglia. Il posto era sicuramente molto buono, anche se poi Mussolini avrebbe scoperto che il collegio era «cattolico», e quindi non particolarmente adatto per lui. Oneglia era amministrata da una giunta socialista e vi vivevano due fratelli del noto esponente del PSI Giacinto Menotti Serrati, Lucio e Manlio, che erano anche tra i maggiorenti della sezione locale del partito. Lucio Serrati dirigeva inoltre il settimanale socialista della zona «La Lima», cui avrebbe collaborato lo stesso Mussolini durante la sua permanenza in città. Frattanto, appena informata della sua partenza per Oneglia, la prefettura di Forlì aveva subito provveduto ad inviare la scheda biografica di Mussolini a quella di Porto Maurizio. Quest’ultima informò inoltre immediatamente dei precedenti di Mussolini la direzione dell’«Ulisse Calvi», tentando di ottenerne il licenziamento in tronco, senza peraltro riuscirvi. A tali indebite pressioni, da lui stesso denunciate sulla «Lima», Mussolini avrebbe anzi attribuito la principale responsabilità del suo allontanamento dalla scuola, che, in realtà, pare invece fosse stato motivato dalla chiusura della scuola stessa. Il 3 marzo, il giorno dopo esser giunto a Oneglia, Mussolini scrisse a Serrati, che si trovava allora in Svizzera, per informarlo di aver incontrato il segretario della locale sezione del Partito socialista Ennio Gandolfo, il quale gli aveva detto che il «bisogno non mancava». Il futuro capo del fascismo si disse quindi disponibile a una futura candidatura politica. Tre giorni più tardi ebbe anche un incontro con Manlio Serrati, cui promise la sua collaborazione alla «Lima», di cui avrebbe di lì a poco assunto la direzione, dal momento che Lucio Serrati non aveva il tempo materiale per dirigerla personalmente. Tramite la collaborazione all’organo socialista locale, Mussolini si introdusse nel gruppo dirigente del Partito socialista onegliese, arrivando a puntare alla direzione di giornali ben più importanti della «Lima». Dopo il fallimento di Tolmezzo, il successo ottenuto nella città ligure gli fece particolarmente piacere, tanto da ricordarlo così nell’autobiografia del 1911-12: «A Oneglia mi ambientai facilmente. Il comune era amministrato da socialisti. Simpatica città dalla gente franca e ospitale! Ne avrò sempre nel cuore la più grata delle ricordanze!».
Nei quattro mesi trascorsi a Oneglia Mussolini scrisse per «La Lima» ventiquattro articoli, che spaziavano dalle tradizionali tematiche anticlericali (in cui firmava la maggioranza dei pezzi con lo pseudonimo «Vero eretico», provocando le immancabili reazioni del foglio conservatore avversario «Il Giornale ligure»), ai problemi di carattere più propriamente politico, come la polemica contro il riformismo, alle questioni di natura culturale, quali l’umanitarismo di De Amicis e la condanna della debolezza della cultura socialista in Italia. Terminato l’anno scolastico, Mussolini rimase però di nuovo senza lavoro, e il 1° luglio 1908 lasciò pertanto Oneglia per fare rientro a Dovia”.