L'ex Gruppo Consiliare del PDL ad Imperia, ci ha scritto per replicare alla lunga intervista di oggi all'ex Sindaco Strescino:
“Strescino appare poco lucido nelle risposte che dà a Gabriele Piccardo. Del resto, già nell'intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica il 19 marzo scorso, aveva pubblicamente confessato di soffrire di questa mancanza: 'Forse in quella fase (si riferisce certamente alla sua amministrazione quale Sindaco di Imperia) non avevo la lucidità per capire chi e cosa girava intorno a me'. Il suo problema, evidentemente, ricorre. Neppure la memoria lo soccorre e, quindi, non ricorda le pratiche passate in Giunta né l'elaborazione delle delibere anche Consiliari inerenti il porto. E non ricorda, neppure, di avere lui stesso invitato a pranzo proprio Caltagirone, nell'ottobre 2010, presso il noto ristorante imperiese La Lanterna Blu (come chiaramente documentato nelle trascrizioni delle telefonate intercorse fra lui stesso ed il patron dell'Acquamarcia) per parlare delle 'deleghe' che occorrevano per il suo uomo di fiducia, Roberto Rommelli, da lui stesso nominato nel Consiglio di Amministrazione della Porto di Imperia SpA. In quell'occasione mondana, poi, Strescino aveva 'dimenticato' di chiedere all'Ing. Caltagirone la documentazione inerente il Porto (fra cui, senz'altro, le famose 'permute') e che gli sarebbe servita per tutelare gli interessi della città e che i Consiglieri Comunali del PDL gli chiedevano con insistenza, essendo in risposta da lui messi alla porta, perché scomodi. Ancora a distanza di tempo Paolo Strescino manifesta e ribadisce la propria palese inadeguatezza!”.