“Mi sono dimesso per dare un impulso all'amministrazione e alla politica per dimostrare che esistiamo. Il Pd si è saputo rinnovare con un grande esercizio di democrazia, adesso il centro destra deve cambiare qualcosa”. Con queste parole il sindaco di Sanremo Maurizio Zoccarato ha annunciato oggi le sue dimissioni dalla carica di primo cittadino.
L'ipotesi circolava da giorni nei corridoi di Palazzo Bellevue e oggi ha trovato conferma nelle parole pronunciate davanti ai media e alla schiera di consiglieri di maggioranza. Il primo cittadino avrà ora venti giorni di tempo per vagliare un eventuale ritiro delle dimissioni. Quella comunicata oggi appare però come una decisione politica da imputare non tanto ad una crisi interna della maggioranza quanto per dare uno 'scossone' al suo partito di appartenenza a livello regionale: il Popolo della Libertà.
IL MOTIVO DELLE DIMISSIONI
“Mi lascio le porte aperte, mi confronterò con la maggioranza per scegliere la strada migliore, se è meglio continuare piuttosto che andare elezioni a giugno o che io prenda un'altra strada. Ho ricevuto delle proposte da altri partiti - ha aggiunto il primo cittadino in merito ad una candidatura a Roma - Il Pdl non ha avuto la capacità di rinnovarsi. Questa amministrazione che forse all'inizio era vista come brutto anatroccolo ora è un cigno e quando uno ha un cigno in mezzo a tante papere deve saperlo coccolare” ha ribadito Zoccarato lanciando un messaggio a Claudio Scajola.
IL BILANCIO E LA SQUADRA
LE DIMISSIONI: “Mi prendo i venti giorni che mi spettano per legge – ha confermato il sindaco aggiungendo sul rimpasto di giunta “Lo presenterò alla fine di questi venti giorni e non prima perché mi voglio lasciare aperte tutte le strade che facciano l'interesse della mia città. Tutti gli anni a fine anno ho sempre fatto rimpasto, perchè quando ci si candida al termine delle consultazioni si guardano i risultati. In base a questo si danno assessorati e deleghe. Non sempre le aspirazioni di un possibile assessore si addicono alla persona. In questi 4 anni abbiamo cercato di fare grandi cose. Ho sempre avuto un ottimo rapporto con questa amministrazione, non sono mai stato sotto ricatto Queste dimissioni vogliono essere uno sprono per la nostra amministrazione e per i partiti di area moderata del centro destra”.
LA QUESTIONE PDL
LA CRITICA AL PDL: “Il Pdl non ha avuto la capacità di rinnovarsi e ha dimostrato in questa regione un'incapacità: un partito che prende il 9% alle elezioni di Genova..fossi stato ai vertici regionali mi sarei dimesso per manifesta incapacità. Sanremo è stata fatta fuori dal coordinamento regionale ma la nostra è l'unica amministrazione grande del centro destra a livello regionale. Abbiamo fatto bene e preso decisioni in contrasto con il partito ( referendum acqua pubblica). Ci vuole un rinnovamento non solo nelle teste ma anche nelle persone. Noi non siamo l'amministrazione pecora nera. Oggi Amaie è società che va bene, abbiamo portato in giunta il piano d'impresa del Casinò abbiamo messo a bilancio positivo tutte le partecipate. È giusto che Sanremo abbiamo un rappresentante. Vogliamo un parlamentare scelto da noi, da questa amministrazione. Serve una rivoluzione mentale – ha aggiunto Zoccarato riferendosi al suo partito - troppe persone rappresentano solo se stesse e non vogliono un cambiamento ( molti di queste anche in provincia non si sa che lavoro fanno). Il partito è un contenitore con una carta dei valori in cui ti devi rispecchiare, a volte ti ritrovi però alcuni come compagni di viaggio con cui non ci condivideresti un caffè".
CANDIDATURA A ROMA: “Ho ricevuto proposte da altri partiti e sono lusingato. Non mi risulta che mi candido con l'Udc. Non sto a dire da chi ho avuto offerte per il Parlamento. Non mi sembra giusto fare nomi e cognomi nei confronti dei miei consiglieri che saranno persone con cui mi confronterò prima di prendere ogni decisione. Noi siamo squadra. Alla gente normale abbiamo fatto perdere la possibilità di credere in qualcosa di positivo: mia nonna e altre due persone mi hanno detto: mica te ne andrai a Roma in mezzo ai quei ladroni".
IL RINNOVAMENTO E GLI ALTRI PARTITI: Il PD con le primarie ha dato la possibilità alla base di esprimersi e alla politica di diventare più credibile. Alcuni parlamentari non hanno neanche voti per fare da presidenti di una bocciofila. Grillo per molte cose ha ragione. Renzi? Sono possibili voti per noi, è un contributo di ottimismo e speranza".
I CORVI E SCAJOLA
IL MESSAGGIO A SCAJOLA: “Penso di avere un rapporto molto franco con Claudio Scajola, senza filtri. I corvi e le cornacchie li ho nel mirino. C'è tempo fino alla Befana, intendo mangiare corvi e cornacchie al forno. Questa non è una minaccia ma qualcosa di costruttivo. Scajola ha un'opportunità. Facciamo sta pulizia nel partito, adesso siamo scesi al 10%, la responsabilità se la deve prendere Scajola di dire questo e questo se ne devono andare a casa".
“Ad oggi mi sento nel Pdl, mi riconosco nella carta dei valori. La mia permanenza dipende in questi venti giorni dai segnali che avremo come amministrazione da livello regionale in su – ha ribadito Zoccarato - Per ricominciare a vincere bisogna fare delle rivoluzioni, se non farò bene con una squadra andremo in un'altra. Il problema del Pdl è questo viaggiare sottoterra che non mi piace. Battiamo i bastoni e facciamo usciere le vipere – ha aggiunto infine il primo cittadino – oggi sono di ottimo umore!”